Al Senato

Superbonus, obbligo di spalmare i crediti su 10 anni: dichiarazioni di Giorgetti al Senato

Il ministro Giorgetti annuncia l'obbligo di diluire i crediti del superbonus su un periodo di 10 anni durante i lavori della commissione Finanze del Senato

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in Parlamento

2' di lettura

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Arriva l’obbligo di spalmare su dieci anni i crediti derivati da lavori di superbonus. E, contemporaneamente, arriva la stretta su nuove deroghe al blocco delle cessioni, proposte dai parlamentari con gli emendamenti al decreto 39/2024 in conversione a Palazzo Madama. Sono gli elementi emersi dalle dichiarazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti durante i lavori della commissione Finanze del Senato, proprio sul decreto Superbonus.

Lo spalmacrediti su dieci anni

«Spalmare crediti su dieci anni - ha spiegato il ministro - non sarà una possibilità, ma un obbligo». Il riferimento è allo strumento già utilizzato in passato per consentire ai contribuenti di allungare il periodo di utilizzo, sia delle detrazioni che dei crediti di imposta di superbonus. Attualmente, questo strumento non è più attivo e anche dagli stessi parlamentari sono arrivate sollecitazioni a rimetterlo in moto, attraverso gli emendamenti al decreto. Emendamenti, però, tutti nel segno della volontarietà. Il Mef, invece, sta ragionando su uno strumento obbligatorio, che avrà la funzione di alleggerire il carico del debito nel 2024 e negli anni immediatamente successivi, per spostare il peso più in avanti.

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Stop alle deroghe

Giorgetti, poi, ha chiuso su possibili nuove deroghe al blocco delle cessioni: «Gli emendamenti parlamentari, come avvenuto in passato, di ampliamento delle deroghe non saranno presi in considerazione». Il riferimento è, principalmente, agli allargamenti proposti dai parlamentari a beneficio del Terzo settore e di chi vuole accedere al bonus barriere architettoniche. Diverse proposte, infatti, puntavano ad ammorbidire il durissimo blocco, imposto dall’esecutivo a fine marzo. Resta da capire, invece, cosa succederà per le zone sismiche: qui c’è in ballo l’ipotesi di allungare, a costi invariati, l’elenco delle Regioni che possono accede alle deroghe.

«Lo anticipato andava proposto prima»

Per Giorgetti, infine, «la soluzione proposta da Bankitalia di fermare il Superbonus prima della scadenza sarebbe stata gradita se fosse stata fatta magari nel 2022, nel 2023, nel 2021: arriva nel 2024 quando il governo sta esattamente procedendo a fare questo». Pochi giorni fa, infatti, la Banca d’Italia, nel corso delle audizioni, aveva evocato la possibilità di un blocco completo al superbonus se anche l’intervento previsto dal decreto 39/2024 dovesse, come i precedenti, fallire i suoi obiettivi.

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