Superbonus e condomini: corsa alle delibere entro il 24 per blindare il 110% nel 2023
Per quanto riguarda la Cilas, invece, la scadenza è quella del 25 novembre. Coinvolti migliaia di condomini in tutta Italia
di Giuseppe Latour
3' di lettura
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Delibere entro il 24 novembre e Cilas entro il 25. Giovedì e venerdì della prossima settimana diventano le due date chiave da centrare per migliaia di condomini in tutta Italia. Entro questi termini, infatti, stando alle ultime bozze, bisognerà chiudere gli adempimenti che consentono di congelare il superbonus al 110% anche per il 2023.
L’approdo in Gazzetta Ufficiale nella serata di ieri del decreto Aiuti quater ha messo fine a giorni di grande incertezza per committenti, imprese e professionisti. Ora l’intervento del governo ha finalmente confini chiari. Da un lato, si taglia: il superbonus scende al 90% dal 2023, sia per i condomìni che per le unifamiliari, anche se con varie eccezioni e casi differenziati.
Dall’altro, si dà la possibilità a qualcuno di salvare il 110% anche il prossimo anno. Diventa, però, fondamentale rispettare un paletto per le comunicazioni di inizio lavori per il superbonus (Cilas): andranno presentate entro il 25 novembre. In più, nei condomini, diventa essenziale la delibera che approva l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione. Dovrà essere adottata «in data antecedente al 25 novembre». Quindi, la data chiave è il 24 novembre e non più la data di entrata in vigore del decreto, come il governo aveva spiegato all’inizio.
Soprattutto questa scadenza sarà molto difficile da centrare. Per convocare un’assemblea, infatti, sono necessari per legge cinque giorni di anticipo obbligatorio. In caso contrario, le delibere diventano annullabili. Vuol dire che un solo condomino in disaccordo con il 110% avrebbe gioco facile ad impugnare la delibera, bloccando i lavori.
Chi non riuscirà a salvare le vecchie regole dovrà fare i conti con un’agevolazione totalmente cambiata: i piani finanziari alla base delle ristrutturazioni andranno rivisti di conseguenza. Per il 2022 si resta al 110%, ma cambia tutto nel 2023. L’incentivo scende al 90%, che calerà ancora nel 2024 (70%) e nel 2025 (65%).







