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Superbonus: decreto in vigore, ecco le date chiave per lo stop alle cessioni

La stretta sulle cessioni voluta dal Governo con il decreto 39/2024 entra in vigore oggi. Il 30 marzo diventa una data fondamentale per verificare chi potrà rientrare nelle poche salvaguardie previste dal provvedimento

Superbonus, Tajani: "Lo Stato si è fatto imbrogliare a causa di chi non ha controllato"

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L’ultimo decreto sul Superbonus, con la cancellazione dello sconto in fattura e la cessione dei crediti edilizi, è oramai operativo. È stato approvato martedì 26 marzo dal Consiglio dei ministri. L’iniziale stop anche per le aree sismiche ha richiesto un supplemento di istruttoria nella messa a punto del testo finale, su cui poi è stata raggiunto un accordo con il mantenimento ma con tetto massimo di spesa. Il 29 marzo il decreto (Dl 39/2024) è stato pubblicato in «Gazzetta Ufficiale», con entrata in vigore da sabato 30 marzo. Ora è atteso alla conversione con partenza dal Senato.

Ma quali sono le date chiave per comprendere il blocco appena varato dal Governo?

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Il primo termine: 16 febbraio 2023

Chi ha presentato una Cilas entro il 16 febbraio dell’anno scorso è salvo e può ancora effettuare cessioni e sconti, ma soltanto se al 30 marzo 2024 abbia già effettuato spese, collegate a fatture per lavori effettivamente realizzati.

La nuova stretta: 30 marzo 2024

La stretta sulle cessioni voluta dal Governo con il decreto 39/2024 entra in vigore oggi. Il 30 marzo diventa una data fondamentale per verificare chi potrà rientrare nelle poche salvaguardie previste dal provvedimento.

Le opzioni: 4 aprile 2024

Giovedì 4 aprile scade il termine per comunicare le opzioni relative alle spese del 2023 e alle rate residue degli anni precedenti. Solo per il superbonus questa scadenza chiuderà la partita per oltre 40 miliardi di investimenti.

Chance preclusa: 15 ottobre 2024

Il Governo taglia la remissione in bonis, la sanatoria a pagamento prevista fino a pochi giorni fa oltre la scadenza del 4 aprile. Per avere una fotografia esatta del fenomeno delle cessioni, l’esecutivo ha lasciato solo la scadenza di inizio aprile.

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