Superbonus, proroga cessioni dopo il 31 marzo con sanzione di 250 euro
Trai correttivi in arrivo al decreto 11 del 2023 c’è anche quello che introduce la possibilità per i contratti non firmati di sanare le comunicazioni anche oltre la scadenza del 31 marzo
di Giuseppe Latour e Giovanni Parente
3' di lettura
I punti chiave
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Non c’è solo il termine legato alle villette. C’è una seconda scadenza che incombe venerdì 31 marzo: riguarda la cessione del credito e lo sconto in fattura. Le opzioni di cessione e sconto devono, infatti, essere comunicate all’agenzia delle Entrate prima di trasformare la detrazione in credito di imposta. Anche quest’anno il termine per comunicare le opzioni relative alle spese del 2022 (ma anche alle cosiddetta rate residue degli anni precedenti) era fissato per il 16 marzo. La legge di conversione del decreto Milleproroghe ha, però, spostato in avanti questo termine, fino al 31 marzo. Ora il Parlamento nella conversione del decreto cessioni (relatore Andrea de Bertoldi di Fratelli d’Italia) però vuole mettere nero su bianco la possibilità di concedere più tempo ai contribuenti per la cessione. Il tutto pagando una sanzione di 250 euro.
Cosa succede se si supera la scadenza
Facciamo un passo indietro. Chi va oltre il limite del 31 marzo, però, non perde tutto. Non rispettando la scadenza, infatti, viene meno solo la possibilità di cedere l’annualità 2022 (da utilizzare nel 2023). L’alternativa è portarla in detrazione nella dichiarazione dei redditi, laddove ovviamente ci sia capienza fiscale. Le rate residue, invece, potranno essere cedute il prossimo anno.
A questa scadenza se ne somma un’altra, legata agli interventi agevolati con il super ecobonus. Per questi è previsto che, almeno cinque giorni feriali prima del termine del 31 marzo, sia presentata l’asseverazione relativa ai lavori realizzati sul portale dell’Enea. In questo modo, l’Agenzia per le nuove tecnologie e l’energia avrà tempo di trasmettere i dettagli degli interventi alle Entrate.
Al momento della comunicazione delle opzioni di cessione e sconto, così, si potranno fare verifiche incrociate tra i dati delle Entrate e quelli dell’Enea. Questa seconda tagliola scade venerdì, il 24 marzo. E, in queste ore, proprio a causa dei termini in scadenza, arrivano da parte degli utenti diverse segnalazioni di rallentamenti nel caricamento dei documenti sul portale.
Problemi e possibili soluzioni
Il problema di queste prossime scadenze è che, a causa del prolungato blocco del mercato, molti committenti e fornitori non hanno trovato acquirenti ai quali cedere i loro crediti. Senza un contratto firmato di cessione, al momento, non è possibile comunicare l’opzione. Quindi, di fatto, il termine di fine mese è per molti cittadini impossibile da rispettare. Con il rischio di vedere sfumare un anno di sconto fiscale.








