La proposta del governo

Superbonus, ecco l’emendamento: spalmadetrazioni, controlli, banche, bonus ristrutturazioni. Tutte le novità

L’obbligo di spalmare i crediti del Superbonus su 10 anni riguarderà dunque solo le spese sostenute nel 2024. Una retroattività “limitata”, come ha provato a rassicurare il governo dopo l’allarme lanciato da banche, imprese e costruttori di fronte alla nuova stretta per limitare l’impatto della valanga del superbonus sui conti pubblici, a partire dal debito. Il vicepremier azzurro «perplesso» sullo spalma-crediti. La replica del ministro: «Io difendo gli interessi dell’Italia»

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

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4' di lettura

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È stato bollinato l’emendamento del governo al Decreto Superbonus. Il testo, in sei pagine, contiene anche la norma che prevede per le spese legate al Superbonus sostenute nell’anno 2024 la ripartizione della detrazione «in dieci quote annuali di pari importo». La novità, quindi, sarà retroattiva e si applicherà anche al sismabonus. Per le banche arriva, a partire dal 2025, lo stop alla compensazione delle rate legate a tutti i crediti di imposta con i debiti previdenziali. Partono i controlli dei Comuni sugli sconti fiscali e scatta il taglio del bonus ristrutturazioni dal 50% al 30% dal 2028.

Dl Superbonus, rate dieci anni per 12 miliardi di detrazioni

La detraibilità in dieci anni delle spese per interventi col Superbonus riguarda un ammontare di detrazioni fruibili pari a quasi 12 miliardi tra il 2024 e il 2025. Emerge dalla relazione tecnica all’emendamento del governo al decreto superbonus arrivato nella notte, che introduce la misura. «Ai fini della stima sono stati considerati l’ammontare di detrazioni fruibili per l’anno 2024 pari a circa 6.211 milioni di euro e per l’anno 2025 pari a circa 5.780 milioni di euro, scontati nelle previsioni di bilancio», si legge. La novità si applica anche alle spese di sismabonus, normalmente ripartite su cinque anni, e a quelle collegate al bonus barriere architettoniche.

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La norma, però, stabilisce che la ripartizione dei crediti di imposta non seguirà più quella delle detrazioni. Continuerà la ripartizione in quattro quote annuali per il superbonus e in cinque quote annuali per il sismabonus.

Il documento del governo

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Dal 2025 stop alla compensazione dei contributi per banche e assicurazioni

Per le banche dal 2025 non è più possibile compensare i crediti del superbonus con debiti previdenziali. La norma, che vale anche per gli istituti finanziari, non tocca invece le persone fisiche. La violazione di questa norma determina il recupero del credito indebitamente compensato e dei relativi interessi, oltre all’applicazione di una sanzione.

La norma anti-usura

Arriva la norma anti-usura. Banche, assicurazioni e intermediari che abbiano acquistato i crediti a un corrispettivo inferiore al 75% (di solito il superbonus è stato venduto a percentuali intorno all’85%) a partire dall’anno 2025 dovranno applicare a queste rate la ripartizione in 6 quote annuali di pari importo: le rate dei crediti risultanti dalla nuova ripartizione non possono essere cedute ad altri soggetti, oppure ulteriormente ripartite. La norma vale, però, solo per i crediti con codice identificativo, quindi generati a partire da maggio del 2022.

Arrivano i contributi a fondo perduto

Vengono, poi, istituiti due fondi. Uno da 35 milioni per il 2025 per gli interventi di riqualificazione nelle aree interessate dalla ricostruzione nei territori colpiti dal sisma; l’altro da 100 milioni per il 2025 la riqualificazione energetica e strutturale realizzata dagli enti del terzo settore, dalle Onlus, dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale. Il modello dei contributi a fondo perduto è quello che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti aveva più volte richiamato nel corso delle audizioni al decreto.

Stop alla cessione di rate residue

Non potranno più essere cedute le rate residue di crediti per i quali sia stata utilizzata almeno una rata. In sostanza, chi ha iniziato a detrarre non potrà più cedere quello che rimane dei crediti di imposta.

I controlli dei Comuni

Le verifiche dei Comuni, effettuate nell’ambito della normale attività di controllo sugli abusi, saranno estese a tutte le agevolazioni, non solo al superbonus. Quando l’amministrazione rilevi l’inesistenza, totale o parziale, degli interventi dichiarati per le agevolazioni, lo segnalerà agli uffici della Guardia di finanza e dell’agenzia delle Entrate. Ai Comuni viene riconosciuta una percentuale del 50% di quanto riscosso.

Bonus ristrutturazioni

Una novità importante arriva sul bonus ristrutturazioni al 50%, quello ordinario utilizzato per la riqualificazione degli immobili. A partire dal 2028 sarà tagliato al 30%, mentre attualmente è al 50 per cento. Questo fa supporre che il prossimo anno sarà confermato il taglio, già programmato, al 36%, senza il consueto aumento al 50 per cento.

Plastic e sugar tax

Spuntano, poi, una proroga e una modifica. La plastic tax slitta dal primo luglio 2024 al primo luglio del 2026. La sugar tax viene, invece, tagliata per i prodotti finiti, nella misura di euro 5,00 per ettolitro e, a decorrere dal 1° luglio 2026, nella misura di euro 10,00 per ettolitro; per i prodotti predisposti ad essere utilizzati previa diluizione, nella misura di euro 0,13 per chilogrammo e, a decorrere dal 1° luglio 2026, nella misura di euro 0,25 per chilogrammo.

Il calendario

Per le proposte di subemendamenti parlamentari a queste modifiche ci sarà tempo fino a lunedì 13 maggio, alle 18 mentre il testo andrà in Aula mercoledì. Il voto della commissione Finanze è, invece, atteso nella giornata di martedì.

Il no di Confindustria

Sulla retroattività del superbonus si è schierata anche Confindustria. «Comprendiamo bene le difficoltà del governo per impedire che la coda dei crediti da Superbonus metta a rischio il deficit programmatico di questo 2024. Tuttavia, in nome della certezza del diritto non ne condividiamo l’eventuale retroattività», ha avvisato il vicepresidente di Confindustria Maurizio Marchesini. Il governo può disporre lo spalma-crediti per decreto legge a vigenza immediata, «ma allora lo si applichi solo per crediti maturati da spese sostenute successivamente a quella data», ha aggiunto il numero due di viale dell’Astronomia, che ha invocato un tavolo di confronto.

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