Superbonus, ecco l’emendamento: spalmadetrazioni, controlli, banche, bonus ristrutturazioni. Tutte le novità
L’obbligo di spalmare i crediti del Superbonus su 10 anni riguarderà dunque solo le spese sostenute nel 2024. Una retroattività “limitata”, come ha provato a rassicurare il governo dopo l’allarme lanciato da banche, imprese e costruttori di fronte alla nuova stretta per limitare l’impatto della valanga del superbonus sui conti pubblici, a partire dal debito. Il vicepremier azzurro «perplesso» sullo spalma-crediti. La replica del ministro: «Io difendo gli interessi dell’Italia»
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I punti chiave
- Dl Superbonus, rate 10 anni per 12 miliardi di detrazioni
- Dal 2025 stop alla compensazione dei contributi per banche e assicurazioni
- Rateizzazione dei crediti delle banche: dal 2025 ripartizione in 6 rate annuali di pari importo
- Fondo da 35 milioni per interventi di riqualificazione in aree interessate da piccoli interventi sismici
- I quattro punti anticipati dal relatore del decreto
- Tajani: perplessi su retroattività Superbonus di Giorgetti
- Giorgetti: Tajani su superbonus? Difendo interessi Italia
- Tajani: mai consultato da Giorgetti su Superbonus
- Il no di Confindustria
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È stato bollinato l’emendamento del governo al Decreto Superbonus. Il testo, in sei pagine, contiene anche la norma che prevede per le spese legate al Superbonus sostenute nell’anno 2024 la ripartizione della detrazione «in dieci quote annuali di pari importo». La novità, quindi, sarà retroattiva e si applicherà anche al sismabonus. Per le banche arriva, a partire dal 2025, lo stop alla compensazione delle rate legate a tutti i crediti di imposta con i debiti previdenziali. Partono i controlli dei Comuni sugli sconti fiscali e scatta il taglio del bonus ristrutturazioni dal 50% al 30% dal 2028.
Dl Superbonus, rate dieci anni per 12 miliardi di detrazioni
La detraibilità in dieci anni delle spese per interventi col Superbonus riguarda un ammontare di detrazioni fruibili pari a quasi 12 miliardi tra il 2024 e il 2025. Emerge dalla relazione tecnica all’emendamento del governo al decreto superbonus arrivato nella notte, che introduce la misura. «Ai fini della stima sono stati considerati l’ammontare di detrazioni fruibili per l’anno 2024 pari a circa 6.211 milioni di euro e per l’anno 2025 pari a circa 5.780 milioni di euro, scontati nelle previsioni di bilancio», si legge. La novità si applica anche alle spese di sismabonus, normalmente ripartite su cinque anni, e a quelle collegate al bonus barriere architettoniche.
La norma, però, stabilisce che la ripartizione dei crediti di imposta non seguirà più quella delle detrazioni. Continuerà la ripartizione in quattro quote annuali per il superbonus e in cinque quote annuali per il sismabonus.
Dal 2025 stop alla compensazione dei contributi per banche e assicurazioni
Per le banche dal 2025 non è più possibile compensare i crediti del superbonus con debiti previdenziali. La norma, che vale anche per gli istituti finanziari, non tocca invece le persone fisiche. La violazione di questa norma determina il recupero del credito indebitamente compensato e dei relativi interessi, oltre all’applicazione di una sanzione.
La norma anti-usura
Arriva la norma anti-usura. Banche, assicurazioni e intermediari che abbiano acquistato i crediti a un corrispettivo inferiore al 75% (di solito il superbonus è stato venduto a percentuali intorno all’85%) a partire dall’anno 2025 dovranno applicare a queste rate la ripartizione in 6 quote annuali di pari importo: le rate dei crediti risultanti dalla nuova ripartizione non possono essere cedute ad altri soggetti, oppure ulteriormente ripartite. La norma vale, però, solo per i crediti con codice identificativo, quindi generati a partire da maggio del 2022.








