Messico

Sulle vie del Tequila Express tra cocktail, musica e arte

Nello stato di Jalisco a bordo di un treno che viaggia fra i campi di agave, le piante dalle quali si ricava il distillato più celebre del Paese

di Maurizio Maestrelli

Il treno Tequila Express, un treno turistico che viaggia tra Guadalajara e la città di Tequila, nello stato di Jalisco

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Il Teatro Degollado registra sempre il tutto esaurito quando è prevista l’esibizione di un complesso mariachi. Del resto, la più famosa musica messicana sembra essere nata proprio da queste parti. Di sicuro, oggi Guadalajara ne è la capitale. Abiti quasi sempre neri ma resi luminosi da decorazioni argentee, sombreri di rigore, chitarre, violini e voci che alternano note struggenti, a tratti malinconiche, a esplosioni di allegria. Il mariachi è profonda cultura messicana, che si è poi diffusa a livello internazionale.

Le note della musica mariachi

La capitale dello stato di Jalisco dal 1994 ospita ogni anno un festival nel quale si esibiscono perlopiù gruppi messicani, ma dove non mancano interpreti che arrivano da ogni parte del mondo. Il teatro, costruito dove si dice sia sorto il primo nucleo abitato di Guadalajara, risale alla fine dell’Ottocento ed è solo uno dei punti di attrazione della città: il suo vero simbolo è la cattedrale, con le torri in stile neogotico, iniziata nel 1561 e terminata una cinquantina d’anni più tardi. Vale la pena visitarla, soprattutto all’ora nella quale la luce del sole filtra attraverso le vetrate istoriate, e accedere anche alla cripta dalle colonne rivestite di foglia d’oro. Non bisogna mancare neppure fare una breve visita al palazzo del governo, se non altro per ammirare l’enorme affresco che arricchisce la scalinata principale, esteso circa 400 metri quadrati, di José Clemente Orozco, uno dei maestri del muralismo messicano insieme a Diego Rivera, dedicato al rivoluzionario Miguel Hidalgo.

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Il Paesaggio dell’Agave

Ascoltare la musica mariachi senza dover aspettare gli eventi in teatro è comunque piuttosto facile: le esibizioni spontanee sono quotidiane nella centrale Plaza de los Mariachis e quasi tutti i ristoranti più tradizionali prevedono delle improvvisazioni. A proposito di cucina Guadalajara eccellente sul fronte della carne, mete consigliate sono Cuerno Andreas e La Chata de Guadalajara, ma ci si può far bastare anche una sosta rapida in una delle bancarelle dedicate allo street food per provare una Torta Ahogada, panino con carne di maiale precedentemente immersa in salsa di pomodoro e peperoncino piccante.

Dove gustare cocktail

La serata, poi, si può concludere a El Gallo Altanero, il miglior cocktail bar in città secondo la classifica World’s 50 Best Bars. Anche perché, se si è a Guadalajara, è praticamente impossibile rifiutare un drink a base di tequila, il distillato di agave azul che è una delle fondamenta della cultura e dell’economia messicana, e soprattutto dello stato di Jalisco.

Un gruppo mariachi che partecipa al Festival Internazionale del Mariachi e della Charrería a Guadalajara, appuntamento annuale e il più importante al mondo dedicato a questo genere musicale

Da Guadalajara parte addirittura un treno che, in sole due ore, porta a Tequila, cittadina che, nomen omen, è il cuore pulsante di questo distillato. Il Tequila Express viaggia il venerdì, il sabato e la domenica, attraversa infiniti campi di agave sotto un cielo luminoso che ha pochi eguali al mondo, e offre un’esperienza che si può fare anche in giornata, scegliendo se acquistare solo il biglietto di andata e ritorno oppure di optare per la formula viaggio più visita in distilleria. Tequila, con i suoi colori sgargianti e l’atmosfera un po’ naïf, è praticamente tutta una distilleria, sede di colossi come Sauza e Jose Cuervo ma anche di quelli a conduzione familiare come El Tequileño e Fortaleza, dalla bottiglia con tappo a forma di piña (il cuore delle agavi che raggiunge la sua maturazione solo dopo anni di crescita) fatto a mano, dove la produzione segue ancora i ritmi più tradizionali di raccolta, cottura, frammentazione, fermentazione e infine distillazione. Tequila, inserita nel patrimonio Unesco dal 2006, si sviluppa intorno alla Plaza principal, dove si erge anche la maestosa Parroquia Santiago Apóstol e dove è d’obbligo scattare una foto ricordo davanti alla scritta multicolore, e a caratteri cubitali, con il nome della città. Le sue strade sono perennemente percorse da piccoli autobus a forma di botte, per la gioia delle migliaia di turisti, con una massiccia presenza statunitense, che la visitano.

Le Antiche Strutture Industriali di Tequila

Tour guidati nelle distillerie

Diverse distillerie organizzano tour guidati (particolarmente meritevole è quello della Jose Cuervo), che danno la possibilità a chiunque di approfondire la conoscenza del distillato e apprezzarne le diverse sfumature nelle sue differenti declinazioni: Blanco, Joven, ovvero un blend tra il tequila Blanco e le versioni invecchiate in legno, Reposado, con almeno due mesi di affinamento in legno, Añejo, almeno un anno ed Extra Añejo, almeno tre anni, alle quali si è recentemente aggiunto il Cristalino, ovvero un tequila invecchiato ma successivamente filtrato per eliminarne il colore.

L’importanza di Tequila nella mappa mondiale dei distillati è tale che proprio qui, lo scorso anno, si è tenuta l’ultima edizione di Spirits Selection, il più autorevole concorso internazionale riservato alla categoria, con migliaia di prodotti in gara e oltre un centinaio di esperti assaggiatori giunti dai cinque continenti. In città ovviamente i bar non mancano. Il più famoso e antico, autentica meta di pellegrinaggio, si chiama La Capilla ed è il posto dove è nato il cocktail Batanga, una sorta di rivisitazione del Cuba Libre che si prepara con un pizzico di sale, il succo di un mezzo lime, tanto ghiaccio, una buona dose di tequila Blanco e cola per fino a riempire il bicchiere. Lo servono con il coltello che ha tagliato il lime lasciato all’interno del bicchiere, utile anche per dare una leggera mescolata al tutto, ed è un drink perfetto con dei tacos di pesce o di carne. Berne uno (due forse sono troppi) vi farà senza dubbio sentire un vero “tequilense”.

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