Meccanica

Sulle valvole Oil&Gas l’impatto della crisi in Medio Oriente

Primi segnali di rallentamento degli ordini. Ma la rassegna Ivs prevista a maggio a Bergamo è al record di espositori (+30%) e spazi (+40%)

di Luca Orlando

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«I nuovi progetti si riducono: per quest’anno la produzione è garantita dalle commesse precedenti ma sul 2027, se la situazione a breve non si sblocca, ci sono grandi incognite». Fabio Brevi, ad del gruppo bergamasco Omb, (135 milioni di ricavi, per il 40% realizzati in Medio Oriente) sintetizza il momento del settore, con i produttori di valvole per Oil &Gas a guardare con apprensione a quanto accade nel primo mercato di sbocco del comparto. Congelamento parziale di nuovi investimenti e riduzione delle richieste di offerta che per ora tuttavia non incide ancora nei numeri, per un settore che in realtà da anni viaggia con il vento in poppa. Reduce da un biennio in forte crescita, con l’export 2025 ad avanzare ancora dri oltre il 5%, consentendo alle nostre aziende di raggiungere in media una quota del 10% sulle esportazioni mondiali. Se gli ordini acquisiti lasciano le aziende relativamente tranquille per il prosieguo del 2026, le prospettive successive paiono più complesse, tenendo conto che verso il Medio Oriente si indirizza in media un quarto del fatturato del comparto, arrivato a ridosso dei 3,5 miliardi.

Area che vede come epicentro produttivo la Lombardia, che racchiude due terzi delle aziende del comparto, con la zona attorno a Bergamo, in un raggio di meno di 100 chilometri, a rappresentare il 90% del fatturato complessivo del settore su base nazionale.

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Non a caso proprio Bergamo è la sede della rassegna internazionale Industrial Valve Summit (Ivs), organizzata da Promoberg e Confindustria Bergamo e arrivata alla sesta edizione (19-21 maggio) con una progressione continua nei suoi numeri. Gli espositori crescono ora a quota 416, quasi il triplo rispetto all’esordio del 2015, con un balzo del 30% rispetto all’edizione del 2024. In forte crescita sono in particolare le aziende straniere, con espositori a ridosso di quota 100, in arrivo da 20 paesi.

«Protagoniste della crescita di questa rassegna sono state le nostre imprese - spiega la presidente di Confindustria Bergamo Giovanna Ricuperati - che pur essendo concorrenti hanno capito l’utilità di guardare ai bisogni comuni per andare nella stessa direzione. Ivs è cresciuta in modo importante e rappresenta un benchmark assoluto, un modo in cui i territori possono realizzare in concreto azioni di politica industriale».

Successo che ha spinto l’ente organizzatore Promoberg a progettare il raddoppio degli spazi espositivi sul territorio, ampliamento necessario alla luce dell’arrivo di nuovi espositori: in questa edizione saranno organizzati due padiglioni temporanei ma l’obiettivo per l’edizione 2028 è quello di avere la nuova infrastruttura già operativa.

I numeri

Nelle stime di Prometeia, che diffonderà a maggio lo studio integrale sul settore, il comparto delle valvole per Oil & Gas italiano vale il 38% dell’intera produzione europea, quota lievitata rispetto al 36% stimato nel 2024. L’industria conta nel complesso 140 aziende, più di 10mila addetti e una produzione stabilmente al di sopra dei tre miliardi di euro, quasi interamente diretta oltreconfine. Al 14% di crescita delle vendite del 2024 si aggiunge un altro anno di crescita nel periodo successivo, grazie all’aumento degli investimenti delle multinazionali nell’arco di tutta la filiera. L’export in particolare è cresciuto del 5,2%, con progressi anche negli Usa, secondo mercato di sbocco (13% dell’export) alle spalle dell’Arabia Saudita.

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