Sul bollo il cliente del noleggio paga l’Iva
Fattura sul servizio di pagamento con aliquota al 22%
di Maurizio Caprino
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Alle complicazioni causate dalla responsabilità diretta del cliente del noleggio a lungo termine sul bollo auto, si aggiunge ciò che può apparire un aggravio di costi: visto che di fatto è sempre il noleggiatore a pagare, la fattura che riguarda il servizio di pagamento comprende anche l’Iva, con l’aliquota ordinaria del 22 per cento.
Tutto nasce dal comma 2-bis, introdotto nell’articolo 7 della legge 99/2009 dal Dl 124/2019. È la norma che ha trasferito al cliente la responsabilità del bollo, prima pacificamente del noleggiatore in quanto proprietario del veicolo. Ma c’è un’importante eccezione: l’operatore può effettuare un versamento cumulativo per i suoi clienti, nel caso in cui la responsabilità resti a lui.
Nel pagamento cumulativo è configurabile un servizio a parte reso al cliente: il noleggiatore non fa altro che ribaltargli il costo del tributo, per non intaccare il proprio margine di guadagno. Teoricamente potrebbe anche lasciare invariato il canone, a scapito del margine.
L’importo del tributo non sarebbe assoggettabile a Iva se si potesse classificare come anticipazione effettuata dal noleggiatore per conto del cliente, rientrando nell’articolo 15, comma 1, n. 3 del Dpr 633/1972.
Ma sarebbe da ritenere un’anticipazione solo se la responsabilità fosse del cliente, cosa che nel versamento cumulativo non accade. Di qui la tassabilità ai fini Iva.


