Su Airbnb l’host avverte: non saranno benvenuti i sostenitori di Israele
Dopo la segnalazione l’annuncio subito rimosso dalla piattaforma. Gli altri precedenti discriminatori
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«Ti chiediamo gentilmente di non prenotare se sostieni il genocidio in corso a Gaza. Se sostieni Israele, non ci interessa darti il benvenuto». È l’avvertimento gentile di un host che offre la sua casa vacanze sul portale Airbnb, rivolto ai simpatizzanti di Israele, subito rimosso dalla piattaforma, dopo la segnalazione. Una “scrematura” degli ospiti vietata, prima ancora che dalle regole della community, dalla Costituzione e dalle norme nazionali e sovranazionali.
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Tutele che non consentono a chi affitta un appartamento, di selezionare gli inquilini, escludendoli sulla base delle loro convinzioni personali: dal credo religioso alle convinzioni politiche, dall'etnia all’orientamento sessuale. A impedire questa discriminazione, rispetto a un diritto fondamentale come la casa, ci sono sia la Costituzione con l’articolo 3 sia la Convenzione europea dei diritti dell’uomo con gli articoli 8 e 14.
I precedenti “go home” a gay e meridionali
Questo almeno sulla carta, perché nella realtà, la tentazione di scegliersi gli inquilini, l’hanno avuta in molti. È del 2017 la denuncia di una coppia gay che si era vista rifiutare la prenotazione, con un Sms laconico, nel quale si specificava che non si accettavano «nè gay, nè animali».
Nel 2018 al lido di Bacoli, ancora una coppia dello stesso sesso era stata allontanata, a dire del titolare perchè in stato di ebbrezza. Tante le denunce di “antimeridionalismo”, fatte da studenti o lavoratori provenienti dal Sud Italia che, sulla base dei documenti o del semplice accento, hanno ricevuto la porta in faccia. A novembre 2024 è salito agli onori della cronaca il gestore di una struttura ricettiva di Selva di Cadore che, come reso noto dalla comunità ebraica di Milano, aveva detto ad un gruppo di turisti israeliani che, in quanto responsabili di genocidio non erano ben accetti. Per loro c'era però l'opportunità di cancellare la prenotazione a costo zero.
Ad agosto dello scorso anno, a far discutere è stato un cartello nel quale, a Roma, si offriva un’ampia stanza a 500 euro. Per la capitale, un’occasione, peccato che per coglierla fosse necessario essere, uomo, etero e italiano.







