Società

Su Airbnb l’host avverte: non saranno benvenuti i sostenitori di Israele

Dopo la segnalazione l’annuncio subito rimosso dalla piattaforma. Gli altri precedenti discriminatori

di Patrizia Maciocchi

Paris,  France - November 30, 2023 : Female hand holding smartphone with Airbnb application. Airbnb is an online marketplace and hospitality service, enabling people to lease or rent short-term lodging Pixavril - stock.adobe.com

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

«Ti chiediamo gentilmente di non prenotare se sostieni il genocidio in corso a Gaza. Se sostieni Israele, non ci interessa darti il benvenuto». È l’avvertimento gentile di un host che offre la sua casa vacanze sul portale Airbnb, rivolto ai simpatizzanti di Israele, subito rimosso dalla piattaforma, dopo la segnalazione. Una “scrematura” degli ospiti vietata, prima ancora che dalle regole della community, dalla Costituzione e dalle norme nazionali e sovranazionali.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Tutele che non consentono a chi affitta un appartamento, di selezionare gli inquilini, escludendoli sulla base delle loro convinzioni personali: dal credo religioso alle convinzioni politiche, dall'etnia all’orientamento sessuale. A impedire questa discriminazione, rispetto a un diritto fondamentale come la casa, ci sono sia la Costituzione con l’articolo 3 sia la Convenzione europea dei diritti dell’uomo con gli articoli 8 e 14.

Loading...

I precedenti “go home” a gay e meridionali

Questo almeno sulla carta, perché nella realtà, la tentazione di scegliersi gli inquilini, l’hanno avuta in molti. È del 2017 la denuncia di una coppia gay che si era vista rifiutare la prenotazione, con un Sms laconico, nel quale si specificava che non si accettavano «nè gay, nè animali».

Nel 2018 al lido di Bacoli, ancora una coppia dello stesso sesso era stata allontanata, a dire del titolare perchè in stato di ebbrezza. Tante le denunce di “antimeridionalismo”, fatte da studenti o lavoratori provenienti dal Sud Italia che, sulla base dei documenti o del semplice accento, hanno ricevuto la porta in faccia. A novembre 2024 è salito agli onori della cronaca il gestore di una struttura ricettiva di Selva di Cadore che, come reso noto dalla comunità ebraica di Milano, aveva detto ad un gruppo di turisti israeliani che, in quanto responsabili di genocidio non erano ben accetti. Per loro c'era però l'opportunità di cancellare la prenotazione a costo zero.

Ad agosto dello scorso anno, a far discutere è stato un cartello nel quale, a Roma, si offriva un’ampia stanza a 500 euro. Per la capitale, un’occasione, peccato che per coglierla fosse necessario essere, uomo, etero e italiano.

Infine, nel 2026, è finito nel mirino dei giudici l’annuncio, questa volta di lavoro, per la ricerca di uno chef che esplicitava “niente gay”, un requisito non previsto, che ha portato alla condanna del ristoratore da parte del Tribunale.

La chiara politica antidiscriminazione della piattaforma

Quanto all’annuncio apparso sulla piattaforma globale di Airbnb, nel quale si chiedeva ai supporter di Israele di astenersi dalla prenotazione, è stato prontamente bannato dopo la segnalazione ai gestori della community statunitense, che conta oltre 5,5 milioni di host e ha portato ad ospitare più di 2 miliardi e mezzo di persone nel mondo. Senza equivoci la politica antidiscriminatoria, imposta a tutti gli iscritti dalla piattaforma, nata nel 2007 a San Francisco, che impegna al pari rispetto tra gli utenti. Senza distinzioni basate su orientamenti, etnie, o credi religiosi o politici. Messo nero su bianco il divieto di «indicare una preferenza a favore o contro una specifica tipologia di ospiti».

Il monito di Cesare Mirabelli

Anche se il Mose delle regole e della vigilanza alzato contro l’intolleranza non sempre basta a fermarla. Il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli invita a tenere alta la guardia. «Escludere, sia pure con una espressione garbata, dall’ospitalità in una residenza resa pubblica una persona per le proprie idee è una offesa alla libertà di pensiero e ferisce non solamente la persona o la categoria che è colpita, offende la libertà di tutti. Richiama alla mente il bellissimo film di Roberto Benigni “La vita è bella”. In una scena si vede alla porta di un pubblico esercizio una targa che esclude dall’ingresso gli ebrei. Ne abbiamo fatto esperienza - avverte Mirabelli - un’espressione intollerabile di razzismo. Inizia con una categoria di persone o di idee e convinzioni, sia pure le più lontane dal sentire proprio o comune, o addirittura negative, che tuttavia non si traducono in atti illeciti, e ci pone in una china pericolosa, che di volta in volta può estendere le esclusioni o porle per altre categorie di persone o di chi professa determinate idee. Attenzione, teniamo saldi i diritti di libertà».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti