Student housing, hotel e uffici, gli asset per attrarre investitori esteri a Roma
Secondo un’analisi di Jll, i volumi di investimento immobiliare, negli ultimi sei anni, risultano i più bassi delle omologhe città europee, a fronte di un Pil all’altezza delle principali capitali. Permangono la diffidenza degli operatori esteri e le lentezze burocratiche. Ma Prezzi e canoni più convenienti possono offrire opportunità
di Laura Cavestri
4' di lettura
I punti chiave
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A Roma, i volumi di investimento real estate, negli ultimi sei anni, risultano i più bassi delle omologhe città europee, a fronte di un Pil all'altezza delle principali capitali. È da questo assunto – corredato dai dati di uno studio che ha convolto oltre 70 tra i principali investitori, sviluppatori, asset manager, progettisti e avvocati attivi nel mercato – che JLL ha presentato a Roma la ricerca “Why Rome – Re-modelling the city”.
Le principali evidenze
Dall’analisi degli investimenti realizzati negli ultimi sei anni si riscontra, da un lato, una concentrazione su due sole zone (EUR e Centro Storico) e, dall’altro, una polarizzazione degli investimenti principalmente verso le asset class degli uffici e degli hotel.
Da queste evidenze si prospetta una crescita lungo due traiettorie.
Da un lato la diversificazione geografica degli investimenti in aree in consolidamento o in evoluzione, secondo un modello policentrico che rafforza le molteplici identità esistenti di Roma. Gli investitori sono infatti chiamati a confrontarsi con nuove geografie: si evince per esempio che tra gli investimenti previsti, il 48% del settore residenziale e il 44% dello student housing interessa la cosiddetta “periferia storica” all’interno del GRA (grande raccordo anulare).
Dall’altro la diversificazione strategica delle asset class, con un crescente interesse nei settori residenziale, logistica e hospitality, oltre che in nuovi settori in via di consolidamento, come l’healthcare.
Dalla ricerca emerge, inoltre, che nella Capitale le operazioni immobiliari sono prevalentemente value add, data la necessità di sviluppare nuovo prodotto a causa della sua scarsità in tutte le asset class. L’impressione è che gli investitori siano, da un lato, frenati dai dati di assorbimento contenuti, dall’altro,incoraggiati da una domanda in crescita, attivata soprattutto da immobili di qualità e in conformità con i nuovi criteri Esg.
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