Strumenti e idee per generare valore
L’importanza di disporre di dati certi e affidabili si unisce alla nuova tecnologia, in particolare al ricorso all’intelligenza artificiale
di Lucilla Incorvati
4' di lettura
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Quali sono gli strumenti di cui i wealth managers dispongono - o dovrebbero disporre - per navigare le sfide del 2024 e assicurare alti rendimenti? Per State Street Bank, la chiave di volta per una buona gestione patrimoniale risiede nell’intercomunicabilità dei dati. Il mondo è pieno di dati e la loro crescita è continua ed esponenziale. È questa una sfida con la quale le società devono dialogare, a patto che i dati siano solidi e veritieri.
Il dialogo tra realtà e dati
Secondo il World Economic Forum, la maggior parte dei dati globali (90%) è stata generata solo negli ultimi due anni. Costruirli, integrarli, dar loro coerenza è fondamentale per dare linearità ai propri investimenti, soprattutto in un mondo sempre più frammentato come quello attuale. «L’anno è iniziato in modo molto dinamico dal punto di vista dei mercati. Tra gli operatori prevale l’idea che la Federal Reserve riuscirà a gestire un soft landing dell’economia, iniziando, nel corso dell’anno, a tagliare i tassi d’interesse, oggi ai massimi da oltre 20 anni a questa parte. - sottolinea Denis Dollaku, Country Head per l’Italia di State Street -. Ma nella storia dei mercati un soft lending – a questo livello di partenza dei tassi – non si è mai realizzato». Gli ultimi dati a livello americano segnalano, piuttosto, una lieve riaccelerazione dell’inflazione, trainata dal settore dei servizi.
Negli Usa la produzione manifatturiera tiene, mentre in Europa mostra un rallentamento. Quest’anno il 51% della popolazione mondiale andrà alle urne, una percentuale che rappresenta circa il 40% del PIL mondiale. I rischi geopolitici possono condizionare l’andamento dei mercati. «I dati rappresentano una risorsa imprescindibile a supporto dei wealth manager, soprattutto in uno scenario macroeconomico incerto come quello che stiamo vivendo - aggiunge Dollaku- Per dare valore, i dati devono essere completi, accurati e tempestivi». Poter disporre di dati solidi è un elemento di grande vantaggio per rendere più efficienti i processi.
«In Charles River abbiamo una punto di vista privilegiato sul mercato e sulle strategie d’investimento - gli fa eco Cem Er, product director Wealth Management di Charles River Development - avendo accesso agli asset e wealth manager in diverse regioni a livello globale. Abbiamo osservato un cambiamento nell’asset allocation a seconda delle diverse esigenze che provengono da diversi gruppi di operatori nelle regioni di APAC, EMEA e Stati Uniti»
Le differenze regionali
Gli strumenti di investimento nel settore privato riscontrano un sempre maggior utilizzo non solo a livello istituzionale, ma anche a livello di private wealth. State Street ha osservato una tendenza di diversificazione complessiva, e ciò porta i consulenti finanziari ad avere un’ottima conoscenza della propria clientela e ad avere accesso ad una quantità significativa di dati.«In Apac riscontriamo una tendenza verso la personalizzazione del portafoglio sulla base di alcuni benchmark per gestire il rischio in modo più intelligente - sottolinea Er - Negli Stati Uniti, abbiamo visto molti operatori del wealth management che hanno cercato di capire quale può essere la modalità migliore per integrare la situazione fiscale della clientela nei processi di gestione del portafoglio attraverso un sistema di automazione. Il portafoglio deve essere analizzato per le entità specifiche seguendo un percorso che richiede qualità e accuratezza dei dati, anche grazie all’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale e di machine learning».









