Streaming illegale, maxi operazione in Italia e in 7 Paesi
Oltre 270 operatori della polizia postale hanno effettuato 89 perquisizioni in 15 regioni italiane
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Sequestrati oltre 2.500 canali illegali e server, attraverso i quali veniva realizzato un giro illegale di affari di oltre 250 milioni di euro mensili, circa 3 miliardi di euro all’anno.
La polizia, coordinata dalla Procura di Catania, ha eseguito l’operazione Takendown, la più vasta contro la pirateria audiovisiva condotta in Italia e in Europa smantellando la più diffusa organizzazione criminale transnazionale che serviva illegalmente oltre 22 milioni di utenti. Oltre 270 operatori della polizia postale hanno effettuato 89 perquisizioni in 15 regioni italiane e, con la collaborazione delle forze di polizia straniere, 14 perquisizioni nel Regno Unito, Olanda, Svezia, Svizzera, Romania e Croazia, nei confronti di 102 persone. La polizia croata ha eseguito ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 11 indagati. L’operazione contro lo streaming illegale ha interessato otto Paesi europei. E nel corso delle perquisizioni svolte nella giornata di ieri sono state sottoposte a sequestro criptovalute per oltre 1,65 milioni.
Colpite tutte le principali piattaforme
A essere colpite dagli atti di pirateria video sono tutte le principali piattaforme. Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime Video, Netflix, Paramount, Disney +. Messaggistica crittografata, identità fittizie e documenti falsi, utilizzati anche per l’intestazione di utenze telefoniche, di carte di credito, di abbonamenti televisivi e noleggio di server sono gli ingredienti di un meccanismo utilizzato per captare e rivendere i palinsesti live ed i contenuti on demand protetti da diritti televisivi, di proprietà, come detto, delle più note piattaforme televisive nazionali ed internazionali. Il tutto attraverso Iptv illegali, il pezzotto, con un sistema però che ha coinvolto un territorio ben più esteso della Penisola.
Indagine durata due anni
L’operazione - che ha preso corpo a valle di un’indagine durata due anni - è nei fatti la più vasta contro la pirateria audiovisiva mai condotta in ambito italiano ed internazionale. Tant’è che gli approfondimenti investigativi svolti dalla Polizia Postale hanno consentito di individuare le sedi estere, in Romania e ad Hong Kong, dove sono stati rintracciati 9 server attraverso i quali veniva diffuso in tutta Europa il segnale audiovisivo piratato, che il personale della Polizia Postale, con la collaborazione delle altre forze di polizia estere, ha provveduto a spegnere. Sono stati, inoltre, rintracciati in Inghilterra ed in Olanda 3 amministratori di livello superiore e 80 pannelli di controllo dei flussi streaming per i vari canali (Iptv) nella disponibilità degli indagati sull’intero territorio nazionale.
Le città italiane interessate
Queste le città italiane in cui sono state eseguite le perquisizioni: Catania, Napoli, Bari, Palermo, Messina, Siracusa, Agrigento, Lecce, Taranto, Foggia, Brindisi, Frosinone, Roma, Latina, Cosenza, Salerno, Avellino, Caserta, Matera, Mantova, Milano, Monza-Brianza, Brescia, Torino, Alessandria, Firenze, Massa Carrara, Siena, Livorno, Pisa, Lucca, Reggio Emilia, Ferrara, Bologna, Rimini, Sud-Sardegna, Treviso, Genova, Chieti, Perugia, Macerata.








