Sicurezza

Strage dei giovani sulle strade, vertice Salvini-Piantedosi. Il governo lavora a un piano

Il ministro dei Trasporti: «Sono ancora troppi i ragazzi che non tornano a casa e quindi vorrei trovare il modo di raggiungerli tutti e di incontrarli»

di Pietro Menzani

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Dopo le tragedie che si sono consumate tra il milanese, la Versilia e la Liguria, il governo lavora a un piano per rafforzare la sicurezza stradale. E, proprio per decidere come intervenire, nel pomeriggio di oggi si terrà un incontro tra i ministri dei Trasporti Matteo Salvini e dell’Interno Matteo Piantedosi. Il vertice è stato annunciato da Salvini il 21 giugno dal gazebo della Lega in zona Portello, a Milano, solo qualche ora dopo lo schianto di domenica all’alba a Senago, che è costato la vita a tre ragazzi.

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«Voglio fare una riunione già questa settimana sul tema della sicurezza stradale, perché è vero che grazie al nuovo Codice della strada l’anno scorso ci sono stati più di 100 morti in meno, però sono ancora troppi i ragazzi che non tornano a casa e quindi vorrei trovare il modo di raggiungerli tutti e di incontrarli», aveva spiegato il vicepremier dal gazebo.

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Il vertice

Tra le iniziative che potrebbero essere discusse durante la riunione ci sono campagne di sensibilizzazione rivolte in particolare ai neopatentati e un incremento dei controlli sulle strade, a partire dai weekend estivi.

Il ministro dei Trasporti ha osservato che ancora troppe persone girano in monopattino «in due, contromano, e senza casco ovunque», invitando dunque sindaci e polizia locale a stare in allerta, «perché si muore anche in monopattino e si muore in bicicletta. Vorrei andare a casa di questi ragazzi e cercherò di trovare il modo di fare un giro nei licei e tra i neopatentati».

«Sindrome dell’immortalità»

Il commissario capo della polizia di Stato Vincenzo Orgini ha poi dichiarato che «il consiglio che mi sento di dare a tutti i ragazzi è di non ritenere erroneamente che gli incidenti stradali, anche mortali, possano succedere solo ad altri, come una sorta di sindrome dell’immortalità. La vita per strada non è come un videogame, ne abbiamo solo una».

Orgini ha anche aggiunto che «è giusto divertirsi, andare alle feste ma i giovani dovrebbero individuare un conducente “designato”, prassi già attiva in molti Paesi Ue, che quella sera non beve e si prende l’incarico di riportare a casa gli amici. Quando questo non è possibile, è consigliabile lasciare l’auto e tornare con un taxi. Bisogna viaggiare con le cinture allacciate e soprattutto non correre. È meglio arrivare cinque minuti dopo sani e salvi in modo che possa esserci un’altra festa a cui andare».

La prevenzione

In merito alla prevenzione il commissario capo della polizia di Stato ha poi concluso che «ci sono campagne informative e di sensibilizzazione storiche che coinvolgono le scuole, in cui ci rechiamo per parlare agli studenti e, in questo periodo di vacanza, è già partita l’iniziativa “E...state con noi” nelle località turistiche. Durante il giorno c’è un pullman della polizia stradale con il personale che sensibilizza sui giusti comportamenti da attuare quando ci si mette al volante» e ha aggiunto che «anche attraverso filmati spieghiamo quanto sia importante non distrarsi con il cellulare, non bere alcolici e non correre. Poi di sera avviamo i controlli fino all’alba anche con l’ausilio di laboratori mobili per accertare l’eventuale assunzione di droga».

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