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Stoccaggi: piano Snam da 1,5 miliardi di euro per potenziare i depositi

 Il livello di riempimento dei siti intorno al 93%: il gruppo impegnato ad ammodernare gli impianti che saliranno a 12 con gli asset di Edison Stoccaggio

Snam, piano per gli stoccaggi del gas

3' di lettura

I punti chiave

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Primo: un’asticella di riempimento degli stoccaggi gas (compreso il “cuscinetto” delle riserve strategiche che è pari a 4,5 miliardi di metri cubi) intorno al 93%, per un totale che si colloca ai più alti livelli, superiore di circa il 9% rispetto alla media dell’ultimo quinquennio. Secondo: una mossa, quella conclusa a luglio con l’acquisizione di Edison Stoccaggio per un controvalore di circa 560 milioni di euro che, una volta perfezionata, consentirà al gruppo guidato da Stefano Venier di detenere oltre il 17% dell’intera capacità di stoccaggio gas europea con circa 18 miliardi di metri cubi. Due passaggi cruciali che consentono a Snam di accelerare sul potenziamento dei depositi grazie a un piano puntuale che prevede 1,4 miliardi di investimenti al 2027, ai quali, secondo stime di settore, dovrebbero aggiungersi altri 100 milioni non appena sarà conseguito il closing dell’operazione di Edison Stoccaggio, atteso entro il primo trimestre 2025.

I numeri

Un impegno non da poco, dunque, che conferma ancora una volta il ruolo chiave dello stoccaggio gas nel panorama energetico nazionale con una capacità complessiva offerta in capo a Stogit, il “braccio” di Snam nel settore e il principale operatore, di circa 17 miliardi di metri cubi di gas sui complessivi 18,2 miliardi di metri cubi del sistema italiano. A questi numeri, si andranno poi ad aggiungere, in prospettiva, come detto, gli 1,1 miliardi di metri cubi portati in dote da Edison Stoccaggio con i suoi tre impianti di Cellino, Collalto e San Potito e Cotignola, che porteranno così a 12 il numero di siti gestiti da Stogit, alla quale già fanno capo i depositi di Brugherio, Settala, Sergnano, Ripalta, Bordolano, Cortemaggiore, Sabbioncello, Minerbio e Fiume Treste.

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Il piano

Per potenziare gli impianti esistenti e per accelerare sulla strada dell’ampliamento in via strutturale della capacità di stoccaggio, Snam ha messo sul piatto un piano da 1,5 miliardi (includendo anche il contributo futuro a sostegno dei tre siti rilevati da Edison Stoccaggio) che poggia su quattro binari, a cominciare dall’ammodernamento dei siti e dei pozzi sulla base delle migliori tecnologie e nel rispetto delle best practice di settore. Su questo fronte, è in corso l’intervento di ammordernamento (revamping) dell’impianto di trattamento di Minerbio, il secondo più grande sito di stoccaggio in Italia. Stogit sta inoltre lavorando alle attività di ingegneria di dettaglio per il rifacimento del sito di Ripalta, investimento per il quale sono state ottenute le autorizzazioni ministeriali.

A partire dal prossimo anno, poi, sono programmati in via progressiva, sulla stazione di compressione di Fiume Treste che è l’impianto più rilevante a livello italiano e che rientra tra i tasselli su cui il gruppo punta per ampliare strutturalmente la capacità insieme all’altra tessera, quella di Alfonsine (Ravenna), un ex giacimento di gas esausto le cui caratteristiche geologiche lo rendono particolarmente adatto a diventare un sito di stoccaggio.

L’altra “gamba” del piano rinvia al miglioramento della performance del sistema, attraverso un incremento della capacità di punta del sistema di stoccaggio (leggi Minerbio e Cortemaggiore). In un’ottica di più lungo periodo (decennale) è poi previsto il rifacimento dei pozzi del campo di Sergnano, perforati circa 60 anni fa, per mantenerne inalterate le prestazioni.

Il piano punta inoltre a rafforzare i livelli generali di sicurezza degli impianti, riducendo le emissioni di ossidi di azoto e metano e incrementando l’efficienza energetica. I primi interventi riguardano i siti di Settala, Minerbio e Fiume Treste dove sono in corso gli sviluppi delle attività di ingegneria di dettaglio per installare degli elettrocompressori, ma il cronoprogramma di Stogit prevede che questo step avvenga in 7 delle 9 centrali di stoccaggio per un investimento complessivo a vita intera (circa 10 anni) di 690 milioni di euro.

L’ultimo binario della strategia riguarda, invece, l’implementazione delle prescrizioni degli enti di controllo. Su questo fronte si lavora principalmente all’adeguamento sismico dei fabbricati e delle parti di impianto a maggiore massa sismica alle più recenti normative di settore, nonché al rafforzamento dei sistemi di rilevazione di potenziali fughe di gas.

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