Assolombarda

Stime dimezzate per il Pil lombardo: +0,6% nel 2026

Gli effetti della crisi del Golfo. Biffi: «Rincari dell’energia e supply chain a rischio colpiscono l’industria»

di Luca Orlando

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Alla Brianza non va decisamente bene, con un tasso di crescita 2026 più che dimezzato. Ma le stime sul prodotto interno lordo si riducono in modo drastico anche altrove, a partire da Milano, coinvolgendo nella frenata anche Lodi e Pavia.

L’ultima analisi previsionale di Assolombarda (Booklet Economia di aprile) declina una frenata a tutto campo per le prospettive di crescita dell’area di riferimento della maggiore territoriale di Confindustria, così come del resto per l’intera regione. In cui, di fronte alla crisi iraniana, vi sono ricadute negative maggiori rispetto al resto d’Italia, sia per una struttura produttiva più soggetta ai rincari dell’energia e dei beni intermedi, sia per la maggiore esposizione al commercio internazionale. Rispetto alle previsioni di gennaio, quando il Pil lombardo era stimato progredire di un punto, ora la crescita stimata è quasi dimezzata allo 0,6%.

Loading...

Esito inevitabile del nuovo shock in arrivo dal Medio Oriente, tra danni all’export e alle supply chain globali, aumento dei costi e timori inflattivi, crollo della fiducia e minore spinta sugli investimenti.

La crescita attesa in Lombardia per il valore aggiunto industriale è dimezzata da +0,8% a +0,4% così come è corretta al ribasso la previsione per i servizi, da +1,0% a +0,6%, con il terziario frenato principalmente dai servizi alle imprese e più in generale dal deterioramento della fiducia, che però fa seguito all’accelerazione arrivata dalle Olimpiadi Invernali.

Come sempre accade, si stima che inizialmente il rallentamento dell’attività economica abbia invece ricadute più lievi sul mercato del lavoro.

Con aspettative per l’occupazione regionale nel 2026 in crescita dello 0,3%, dal +0,5% previsto prima del conflitto. Lo scenario in questo caso era comunque quello di una crescita moderata dopo il record storico raggiunto nel 2025, con un tasso di disoccupazione ormai assestato su livelli minimi (3,0%).

«Il conflitto in Medio Oriente - spiega il presidente di Assolombarda Alvise Biffi - sta impattando sulle prospettive di crescita del territorio, alimentando una fase di estrema incertezza che rischia di frenare il nuovo slancio manifestatosi a inizio anno. La crisi iraniana ha infatti innescato un rapido aumento dei costi energetici e messo a rischio le catene di fornitura globali attraverso lo Stretto di Hormuz: si tratta di fattori critici che colpiscono duramente l’industria, con ripercussioni in Lombardia e nel ’quadrilatero’ di Assolombarda superiori rispetto alla media nazionale, in considerazione della forte vocazione manifatturiera orientata all’export. Shock arrivato in un momento di ripresa, sostenuto anche dal volano delle Olimpiadi, che aiuterà le nostre imprese a non fermarsi. La determinazione del nostro tessuto imprenditoriale, supportata da investimenti strategici in innovazione e internazionalizzazione, sarà la chiave per superare anche questa complessa fase».

La riduzione più drastica per le prospettive di crescita è per l’area di Monza e Brianza, che vede una stima di crescita del Pil 2026 abbattuta a +0,6% dal precedente 1,4%. Esito di una maggiore esposizione all’area del conflitto, con un’export diretto verso i paesi del Golfo e del Medio Oriente in generale a rappresentare quasi il 5% delle vendite internazionali complessive del territorio.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti