
Alfa Romeo Tonale
La condivisione è una ricetta valida da sempre
La necessità della condivisione è soluzione antica, basti pensare a casi in passato come la collaborazione tra Saab e Alfa, Fiat e Lancia che diedero vita, era la prima metà degli anni 80, alla Saab 9000, alla Lancia Thema, all'Alfa 164 e alla Fiat Croma. Ma a quell'epoca era difficile dare vita a modelli molto diverse: solo l'Alfa 164 si differenziava perché la carrozzeria era diversa dalle altre che condividevano troppi lamierati esterni. La conseguenza dei limiti tecnici oltre che progettuali era quella di ottenere auto troppo in fotocopia come ad esempio la mai amate Alfa Romeo 155 e anche la Fiat Tempra.
Sinergie cruciali
I risultati, per tutti i costruttori, non erano il massimo ma l'obiettivo era giusto: ridurre i costi e realizzare sinergie facendo diminuire il numero di pezzi per ogni singolo modello. Oggi le cose sono cambiate: è possibile produrre vetture molto diverse per stile, dimensioni e tipologie condividendo in modo insospettabile una medesima piattaforma. E qui che si fa largo la parola d'ordine che è modularità: usare questa sorta di segreto che permette di fare cambiare dimensioni come il passo o le carreggiate.
Come consolidare il numero della piattaforme
Oltre alla modularità, la chiave per ridurre i costi e aumentare gli utili sta nel consolidamento del numero delle piattaforme che spiega anche operazioni come l'acquisizione da parte di Psa di Opel. Tuttavia l'evoluzione verso l'elettrificazione e le tecnologie digitali come connected car e automazione della guida, richiederanno, in virtù di investimenti affrontabili solo dai grandi Gruppi, ha dato il via alla fase di collaborazione tra soggetti automobilistici e soprattutto fra questi e aziende dell'industria hi-tech, da Google anzi Waymo, partner di Fca a Here che guarda caso è stata comprata in consorzio da Audi, Bmw e Mercedes alla galassia Samsung con Harman e Sdi, da Microsoft a Nvidia fino a Lg che è alleata anche di Gm e ha offerto ad altri costruttori le sue tecnologie sperimentate nel tempo a proposito dell'auto elettrica.
Stellantis pronta ad integrare le diverse piattaforme
Alla base dell'integrazione tra Psa e Fca che darà vita a Stellantis ci sono le piattaforme modulari che permettono di produrre auto molto diverse per dimensioni, tipologia, dai suv alle berline, per sistemi di trazione, termica, ibrida o 100% elettrica, riducendo i costi di sviluppo, o condividendoli fra case concorrenti in virtù di alleanze industriali come Ford con Vw sul fronte delle elettriche, ad esempio. Sono una sorta di evoluzione dei vecchi pianali i quali, tuttavia, non offrivano sufficiente flessibilità ed erano alla base di auto in fotocopia di marchi diversi e di certo non molto apprezzati dal mercato
Psa e l'alternativa a Vw portata in dote a Stellantis
Il Gruppo francese Psa ha seguito l'esempio di Volkswagen che con la sua Mqb Modulare Querbaukasten, costata circa 60 miliardi di euro, sulla quale da molti anni sono prodotti decine modelli di tutti i marchi e ed è passata indenne per esempio dalla Golf 7 alla appena nata Golf 8. Questo permette economie di scala, e grazie alla possibilità di differenziare la carrozzeria e le dimensioni. Il Gruppo francese schiera due piattaforme: la recentissima Cmp o Common modular plattform, è un'architettura multi energy per auto compatte che supporta powertrain termici o elettrici e, infatti, ha dato vita a vetture le nuove come Opel Corsa, la Peugeot 208 e la Ds3 Crossback progettate fin dall'inizio per essere alimentate sia con dei propellenti a combustibili fossili o in alternativa con l'energia elettrica destinata a diventare l'energia del futuro.