Stellantis vs Volkswagen, piattaforme a confronto: ecco le architetture dei due gruppi per conquistare la leadership
Due interpretazioni nell'uso delle architetture alla base di una condivisione per ridurre gli investimenti richiesti. Precursore è Vw nella scelta di una strategia adottata da tutti, innovatore Stellantis che le utilizza per una tipologia di modelli definiti
di Corrado Canali
7' di lettura
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Le piattaforme sono ormai al centro dell'industria dell'auto . Le cosiddette architettura o basi da cui nascono modelli diversi, destinati anche a brand differenti, riducendo gli investimenti necessari perché associate a diverse gamme di prodotto. Del resto proprio le piattaforme, strutture di lamiera con tanto di pavimento, giro-porte, tetto, montanti, traverse e supporto delle sospensioni, sono una parte significativa degli enormi investimenti che i costruttori producono per sviluppare nuovi modelli o anche intere famiglie di vetture destinata ad essere vendute poi sui principali mercati internazionali.
Gruppo Volkswagen un precursore a livello mondiale
Un caso unico e raro è il gruppo Volkswagen che usa da sempre una piattaforma unificata costata miliardi di euro per tutti i marchi e tanti modelli con motore trasversale prodotti in fabbriche diverse. Si chiama Mqb sigla che sta per Modularer Querbaukasten ed è una sorta di contenitore che permette di creare vetture totalmente diverse per stile, brand e tipologia, dai suv alle citycar passando da altre tipologie di modelli. La modularità permette di abbattere i costi e produrre più modelli e margini maggiori. E consente di dare mano molto più libera ai designer per trovare soluzioni innovative. La strategia alla base dei risultati finanziari sempre positivi nel tempo del Gruppo tedesco.
La strategica Mqb e la sua variante Mlb Evo
Nel tempo il Gruppo Vw ha affinato le su scelte con la piattafoma Mlb Evo destinata a vettura con motore in posizione longitudinale oltre a premettere alimentazioni di ogni tipo e pensata in origine anche per le ibride e le elettriche. Se la Mqb ha dato vita a vetture che spaziano dalla Golf alla Audi A3, fino alla Tiguan, ma anche i suv Skoda Kodiaq, Seat Ateca e Vw T-Roc. Per non parlare di Skoda Octavia. Esiste anche una variante che battezzata MqbA0 che ha dato vita alla Seat Arona alla Vw Polo e al suv compatto Volkswagen T-Cross. Sulla Mlb Evo, invece, Vwha realizzato la nuova Volkswagen Toureg Touareg, l'Audi A4 e le rinnovate A6, A8, A7, Q7 e Q8, oltre a modelli di Porsche come Cayenne, o ancora Bentley Bentayga e Lamborgini Urus
La scelta di Vw per la rivoluzione elettrica
Volkswagen anche nelle elettriche adotta la scelta della modularità. Il Gruppo tedesco ha, infatti, sviluppato la piattaforma electric-only battezzata come Mbe Modulare Elektrifizierungsbaukasten che ha dato vita a una rivoluzione alla spina, cioè la terza era della brand di Wolfsburg: dopo l'epoca del Maggiolino e quella della Golf. Da quest'anno parte, infatti, parte la rivoluzione EV con il lancio prima della famiglia di vetture elettriche ID con un'autonomia compresa tra 400 e 600 km, analoga dunque a quella dei modelli a combustione interna. Il tutto con una piattaforma che è stata pensata per alloggiare al meglio sia i motori elettrici che anche le loro relative batterie.
Il caso Fca: la fusione con Psa per la svolta
ll gruppo italo-americano voluto dall'ex ad Sergio Marchionne ha realizzato fino ad ora autovetture con le risorse che aveva in casa. L'unica piattaforma nuova è quella denominata Giorgio che dà vita all'Alfa Romeo Giulia e al suv Stelvio ed è stata impiegata anche per dei modelli americani come la nuova Dodge. Fca per realizzarla ha però fatto un vero miracolo, prendendo due piattaforme italiane, la Compact quella della Giulietta e la Small quella della Punto per farle poi evolvere con l'obiettivo di creare un gran numero di nuovi modelli. In particolare, la Small è diventata praticamente modulare: allungata e allargata o Small Wide e adattata anche alla trazione integrale. Su questa piattaforma si basano la Fiat 500X, la Jeep Renegade, la nuova Compass, la Fiat 500 L e la Tipo. Un risultato questo davvero importante ottenuto senza spendere gli stessi enormi investimenti pianificati dal Gruppo Volkswagen nel corso del tempo. Inedita è invece la piattaforma per la Nuova 500 elettrica









