«Ora che Tesla sta entrando nel mio mondo, fatto di competitività su costi e pricing, la loro redditività è scesa: alla fine del primo semestre è al 10,5%, mentre un anno fa era sopra il 17%. Ora sono meno redditizi di noi (il margine sull’utile operativo adjusted di Stellantis è al 14,4%, ndr)», ha detto Tavares, ricordando che «intanto noi cresciamo nelle vendite di auto Bev ed Ev, anche se dobbiamo crescere ancora di più». Sul fronte software, sempre in relazione a Tesla, Tavares ha continuato dicendo che «se loro hanno creato un ecosistema, possiamo farlo anche noi. È una delle cose che stiamo facendo bene. Abbiamo avuto un approccio umile e stiamo creando un business più redditizio della media di Stellantis: abbiamo le persone, i brand, la capacità produttiva».
Un milione di veicoli prodotti in Italia: accordo vicino
Intanto l'intesa tra Stellantis e il governo italiano sull’aumento della produzione di auto e veicoli commerciali leggeri nel nostro paese dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, «abbiamo un dialogo collaborativo e produttivo e abbiamo avuto scambi costruttivi, nelle prossime settimane ci aspettiamo una risposta del governo italiano e troveremo un accordo», ha detto Tavares. «Siamo perfettamente allineati ma non può essere un impegno a senso unico», ha continuato il top manager, spiegando che «noi ci impegniamo su una serie di cose, il governo si deve impegnare per quello che gli compete».
L’obiettivo è di portare la produzione italiana di Stellantis a un milione di unità «tra auto e veicoli commerciali leggeri», ha specificato Tavares, sottolineando che «tra la fine del 2023 e l’inizio 2024 si potrà avere l’inversione di tendenza, con un ritorno alla crescita della produzione in Italia», dopo anni di flessione. In questo quadro, però, «serve l’impegno del governo a sostenere l’acquisto di veicoli a basse emissioni e iconici da parte della classe media e a non mettere regole che impediscono la mobilità privata».
Il riferimento è agli incentivi - «in molti paesi europei come Germania e Italia appena si fermano gli incentivi, gli ordini per le auto elettriche crollano» - e alle normative che riducono gli accessi nei centri urbani e in alcune grandi città - «non si può essere “autofobici” e non è una questione solo italiana», ha detto Tavares. Si produce se c'è un mercato.
Cresce Maserati ma niente Ipo. Comau spin-off, si decide
Quanto alla ventilata Ipo di Maserati «non è in programma. Non abbiamo intenzione di farla. Non ci sarà spin-off di Maserati». Tavares ha sottolineato la crescita di Maserati nel gruppo, indicando che la Casa del Tridente resterà all’interno di Stellantis. La Casa del Tridente nel primo semestre 2023 ha registrato 15.300 consegne, in crescita dalle 10.200 dello stesso periodo del 2022. I ricavi sono saliti a 1,309 miliardi di euro, dai 941 milioni dei primi sei mesi del 2022. L’utile operativo adjusted è quasi raddoppiato, salendo a 121 milioni dai 62 milioni del primo semestre di un anno fa con il margine al 9,2%, dal 6,6%. Il miglioramento della performance di Maserati è dovuto soprattutto alle vendite di Grecale e GranTurismo e a un aumento del net pricing.