Industria

Stellantis, accordi per mille uscite volontarie da Termoli a Melfi

Dopo il sito lucano, con 500 addetti in uscita e i 300 esuberi di Pomigliano, l’azienda incentiva l’uscita di 200 persone a Termoli - La Fiom parla di un piano di dismissioni per l’Italia

Filomena Greco

(REUTERS/Henry Romero)

2' di lettura

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Dopo Pomigliano, Pratola Serra e Melfi tocca anche a Termoli varare un piano di uscite volontarie per i dipendenti Stellantis. In poche settimane si è così arrivati a quota mille uscite incentivate tra i 500 esuberi annunciati a Melfi, i 300 di Pomiglianoli e altri 200 nel sito storicamente dedicato alla produzione di motori. L’accordo sindacale, siglato da Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri, non è stato firmato dalla Fiom, che parla di «dismissioni del Gruppo in Italia».

«Non si fermano le uscite volontarie incentivate dagli stabilimenti di Stellantis in Italia» ha sottolineato Samuele Lodi, responsabile del settore Auto nella segreteria nazionale della Fiom-Cgil. «Tutto questo - aggiunge - accade quando ancora non è stato scelto l’amministratore delegato del gruppo e quindi siamo ancora in assenza di un piano industriale per il rilancio degli stabilimenti italiani».

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La Fiom chiede l’apertura di un confronto con Stellantis a Palazzo Chigi, che coinvolga anche il presidente del Gruppo John Elkann, «per poter arrivare ad un accordo che garantisca l’occupazione e il futuro dell’automotive nel nostro Paese» dice Lodi.

La produzione italiana

La produzione di veicoli continua a ridursi in tutti gli stabilimenti italiani di Stellantis, come evidenziato dal report curato dalla Fim Cisl, con un calo del 35% nel primo trimestre dell’anno rispetto a un 2024 che ha già registrato volumi molto bassi, che riportano agli anni Cinquanta. Le sole autovetture sono calate di oltre il 40%, nel sito di Melfi la contrazione è stata del 64,6%.

Il nodo Melfi

La fabbrica lucana, dove è stata installata la piattaforma Stla Medium, è in piena transizione industriale in vista del lancio dei nuovi modelli. Si tratta dello stabilimento che in termini di volumi, insieme a Pomigliano, perde la maggiore quantità di auto, con 16.210 unità in meno rispetto al 1° trimestre 2024, sottolinea la Fim.

Dopo lo stop alla Fiat 500, a Melfi si producono Jeep Compass e Jeep Renegade ed è iniziata da qualche settimana la produzione della DS8 - il primo dei nuovi modelli assegnati al polo lucano. Il cronoprogramma prevede da giugno l’avvio della Compass elettrica, entro la fine del 2025 partiranno le preserie della Compass ibrida, con l’avvio della produzione ufficiale nel primo semestre del 2026, insieme alla DS7, disponibile sia in versione elettrica che ibrida. Nel secondo semestre del 2026 partirà la produzione della nuova Lancia Gamma.

Dal 2021 ad oggi la riduzione di personale ha interessato quasi 2mila lavoratori, portando il numero degli addetti a quota 5.050. Il nuovo piano di uscite volontarie sarà valido fino al 31 dicembre e prevede, per i lavoratori tra i 35 e i 39 anni, 12 mensilità più 20mila euro di incentivo, fino a 44 anni le mensilità diventano 18. Oltre i 49 anni si sale progressivamente da 30 a 33 mensilità con incentivo a quota 30mila euro. A quei dipendenti che maturano i requisiti pensionistici entro 48 mesi, l’azienda assicura un importo pari al 90% della retribuzione lorda durante la Naspi.

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