Stellantis, nuove strategie multi energy per superarele difficoltà
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Vendite in calo, ricavi in discesa, modelli congelati per non dire cancellati e stabilimenti dal futuro decisamente incerto. Stellantis sta affrontando il suo peggior momento dalla nascita avvenuta nel 2021, quando Fiat Chrysler Automobilies decise di fondersi con PSA diventando un mega gruppo da 14 marchi a listino. E a tre anni di distanza, complice lo stato di salute dell’industria automobilistica europea sempre più votata ai margini che ai volumi, il gruppo guidato da Carlos Tavares deve capire (o chiarire definitamente) come reagire. E non è solo una questione italiana, dove si è passati da «un milione di veicoli prodotti in Italia entro il 2030” dichiarato in occasione della presentazione dei conti 2023, ad un generico “un milione di clienti” ribadito dallo stesso Tavares lo scorso ottobre, ma generale dell’intero gruppo. La conferma arriva dalla recente ristrutturazione, con amministratori delegati sostituiti come Davide Grasso di Maserati, e profondi dubbi su impianti, modelli in arrivo e posti di lavoro.
E nonostante i tanti incontri con la stampa o con il governo italiano, la strategia di Stellantis non è del tutto chiara. Inizialmente la transizione elettrica doveva essere basata su quattro piattaforme e tre tecnologie software-defined. Nel dettaglio la famiglia di quattro piattaforme bev globali di Stellantis - Small, Medium, Large e Frame – era stata concepita e progettata per estendere il ciclo di vita dei veicoli grazie all’intercambiabilità della chimica delle celle delle batterie, dei moduli di azionamento elettrico, degli inverter di potenza e del software di controllo. La piattaforma Stla Large supporta le tecnologie elettriche e software-defined di prossima generazione di Stellantis: Stla Brain, Stla SmartCockpit e Stla AutoDrive.
Nella realtà la piattaforma SmartCar ha preso, per ora, il posto della Stla Small, grazie ai minori costi di sviluppo (nonostante zero stelle in alcuni crash test)
Su Stla Medium, invece sono già state presentate Peugeot 3008, 5008 e Opel Grandland. Nel 2025 arriveranno altri tre modelli a marchio Ds, Citroen e la nuova nuova Jeep Compass; nel 2026 sarà il turno della Lancia Gamma e di un’altra DS. La Peugeot 3008 riassume bene l’incertezza del mondo automotive: inizialmente doveva essere solo elettrica ma nella realtà è diventata anche ibrida. Tradotto? Peugeot non si può permettere di perdere i volumi di vendita garantiti da chi vuole un suv medio a combustione interna. Passando alla Stla Large si è partiti da Jeep Wagooner S, Charger Daytona ed entro fine anno dovrebbe essere svelata la Jeep Recon.
Nel ‘25 arriverà probabilmente la prima Alfa Romeo elettrica basata su Stla Large, una Dodge e una Jeep, e nel 26 un modello Chrysler e la seconda Alfa Bev. Dimensioni ancora più grandi per la Stla Frame, piattaforma multi-energia destinata ai futuri pick-up e suv full size alimentati a ioni di litio, carburanti tradizionali e anche idrogeno con celle a combustibile.


