Automotive

Stellantis, in Italia la piattaforma Small e le nuove Fiat 500 e Pandina

Il numero uno del Gruppo in Europa presenta il piano e intasca l’ok del ministro Urso - A Melfi i nuovi modelli anche in versione ibrida, nuovo Van nella fabbrica di Atessa

di Filomena Greco

FILE PHOTO: People walk next to the N.13 gate of the Franco-Italian automaker Stellantis factory of Mirafiori, in Turin, Italy October 15, 2024. REUTERS/Remo Casilli/File Photo

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A Pomigliano la nuova piattaforma Stella Small, l’impegno a sviluppare la nuova Fiat 500 e la nuova Pandina rispettivamente a Mirafiori e Pomigliano, i nuovi modelli in produzione a Melfi dall’anno prossimo - la nuova Lancia gamma, la nuova Jeep Compass e la DS 7 - anche in versione ibrida e ad Atessa lo sviluppo di un Van di nuova generazione. Sono i principali impegni di Stellantis presentati al tavolo del Mimit alla presenza dei ministri Urso, Calderone e Giorgetti, di Anfia, dei sindacati e delle Regioni che ospitano stabilimenti del Gruppo.

Il piano Italia

Jean Philippe Imparato, il numero uno del Gruppo in Europa, ha definito nel dettaglio le scelte di Stellantis per irrobustire il piano produttivo negli stabilimenti in Italia, con la previsione di volumi in crescita a partire dal 2026 e investimenti per due miliardi l’anno prossimo. «Il piano Italia va incontro alle istanze espresse dal Governo» dice il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso.

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Arriverà in Italia dunque la piattaforma Stla Small di Stellantis, la nuova architettura produttiva dedicata ai modelli di auto compatte nel segmento B sarà disponibile a partire dal 2028 a Pomigliano, con due nuovi modelli in rampa di lancio. Torino sarà, dal primo gennaio 2025, la sede della Regione Europa di Stellantis e il quartier generale della divisione Veicoli Commerciali del gruppo.

A Cassino sulla piattaforma Stla-Large saranno prodotti tre modelli, dal 2025 la nuova Alfa Romeo Stelvio, dal 2026 la nuova Alfa Romeo Giulia e poi una nuova vettura top di gamma. È in valutazione la produzione di Alfa Romeo Stelvio e Giulia nelle versioni ibride, oltre che elettriche. Ad Atessa dal 2027 sarà avviata la produzione di una nuova versione di Large Van. Modena infine diventerà il polo dell’alta gamma, coinvolgendo in tale missione l’ecosistema produttivo della Motor Valley per sviluppare il progetto insieme a tutti gli attori della filiera.

«Per Stellantis è venuto il tempo di ’fare squadra’ con l’Italia per affrontare le sfide esistenziali che affrontiamo e sottovalutate da alcuni in Europa» ha detto in apertura del Tavolo in corso al Mimit. «Odio le promesse non mantenute e non voglio essere smentito dai fatti. Quindi, ci metto la faccia» è stato l’impegno di Imparato.

Le misure per l’indotto

Per la riqualificazione della filiera automotive il ministero delle Imprese e del Made in Italy stima di mettere in campo risorse per 1,6 miliardi tra il 2025 e il 2027. È quanto emerso durante i lavori del tavolo Stellantis al Mimit. In particolare, per il 2025 il fondo automotive ammonta a 200 milioni di euro, cui si aggiungono 100 milioni di residui 2024 dello stesso fondo e 500 milioni derivanti dai fondi Pnrr per le filiere strategiche. Per il 2026 e il 2027 il ministero stima 400 milioni all’anno per il Fondo automotive. Inoltre, il ministro Urso ha aggiunto che l’anno prossimo ci saranno anche 1,1 miliardi di euro potenzialmente disponibili per le aziende del comparto attraverso contratti di sviluppo (600 milioni), mini contratti di sviluppo (200 mln) e accordi per l’innovazione (300 milioni).

Durante il tavolo il ministro ha anche fatto il punto sulle risorse destinate ad incentivare la domanda: nel 2023 sono stati stanziati 630 milioni per l’Ecobonus, con un impegno pari a 293 milioni e un residuo di 337 milioni. Per il 2024 sono state stanziate risorse per 982 milioni (inclusi i residui del 2023) e ad oggi sono state impegnate risorse per 801 milioni con un residuo stimato in 100 milioni che dovrebbe poi essere usato nel 2025 a sostegno della filiera.

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