Automotive

Stellantis, joint-venture da 4 miliardi con la cinese Catl per gigafactory di batterie in Spagna. Su Termoli decisione nel 2025

Accordo con il gruppo Catl per investire fino a 4,1 miliardi di euro in una joint venture con l’obiettivo di costruire un impianto europeo di batterie al litio ferro fosfato su larga scala a Saragozza, in Spagna

FILE PHOTO: A man walks past a logo of Stellantis outside the company's building in Chartres-de-Bretagne near Rennes, France, September 20, 2024. REUTERS/Stephane Mahe/File Photo

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Stellantis ha raggiunto un accordo con il gruppo Catl per investire fino a 4,1 miliardi di euro in una joint venture con l’obiettivo di costruire un impianto europeo di batterie al litio ferro fosfato su larga scala a Saragozza, in Spagna. L’inizio della produzione è previsto entro la fine del 2026. “Il progetto - spiega l’azienda - dimostra il forte impegno di Stellantis per l’elettrificazione in Europa e integra quello della gigafactory di Acc, che Stellantis ha co-fondato e sostiene fin dal suo inizio nel 2020”.

Le batterie prodotte a Saragozza saranno per auto di piccola dimensione, quelle previste a Termoli con Acc sono invece per vetture grandi. L’impianto spagnolo - spiega Stellantis - potrebbe raggiungere una capacità di 50 GWh, a seconda dell’evoluzione del mercato elettrico in Europa e del sostegno delle autorità in Spagna e dell’Unione Europea. La joint venture al 50% tra Catl e Stellantis potenzierà l’offerta di batterie al litio ferro fosfato (Lfp) di Stellantis, consentendo alla casa automobilistica di offrire autovetture, crossover e suv elettrici a batteria di qualità superiore, durevoli e convenienti nei segmenti B e C con autonomie intermedie.

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Il memorandum di un anno fa

Nel novembre 2023, Stellantis e Catl hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) non vincolante per la fornitura locale di celle e moduli di batterie Lfp per la produzione di veicoli elettrici in Europa. “Stellantis si impegna per raggiungere un futuro decarbonizzato attraverso l’utilizzo di tutte le tecnologie avanzate di batterie disponibili, in modo da offrire ai nostri clienti prodotti competitivi per i veicoli elettrici” spiega il presidente di Stellantis John Elkann. “Questa importante joint venture con Catl permetterà di produrre batterie innovative in uno stabilimento già leader nel settore dell’energia pulita e rinnovabile, contribuendo al funzionamento di un approccio sostenibile a 360 gradi. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo annuncio, comprese le autorità spagnole per il loro continuo sostegno”.

“La joint venture - dice Robin Zeng, presidente e ceo di Catl - ha portato la nostra collaborazione con Stellantis a nuovi livelli. Credo che la nostra tecnologia per batterie all’avanguardia oltre al nostro eccezionale know-how operativo combinati con l’esperienza di Stellantis, siano una scelta ottimale. L’esperienza pluridecennale nella gestione di attività commerciali a Saragozza garantirà un’importante storia di successo nel settore. Catl sta portando in Europa una tecnologia di produzione di batterie all’avanguardia attraverso i suoi due stabilimenti in Germania e Ungheria, entrambi già operativi. La transazione dovrebbe concludersi nel corso del 2025 ed è soggetta alle consuete condizioni normative.

Acc: piani per Gigafactory a Termoli entro metà del 2025

Acc, la joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies, che realizzerà la Gigafactory di Termoli, “confermerà i piani per le Gigafactory nel corso del primo semestre 2025”. Acc spiega che “sta valutando una potenziale diversificazione del portafoglio chimico per consolidare la propria leadership nella chimica per l’energia media/alta”. In questa fase Acc è concentrata “sull’ulteriore miglioramento delle operazioni di produzione e sull’ottimizzazione dei costi presso la sua Gigafactory di Billy-Berclau/Douvrin”.

Urso: vogliamo risolvere vertenza Stellantis ma impossibile con regole Ue

“Siamo determinati ad affrontare e risolvere questa vertenza dimostrando che l’Italia possa nuovamente affermare una leadership industriale, chiaramente cambiando le regole europee”, perché altrimenti “è impossibile”. Lo ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parlando a Radio1 della situazione di Stellantis, in vista del tavolo del 17 dicembre al ministero. “La soluzione sta in Europa, cambiando le regole del Green Deal - ha spiegato -. Noi faremo compiti a casa, ma è necessario che l’Europa ci ascolti. Basta paraocchi ideologici”. Urso ha quindi definito “necessaria” l’audizione di John Elkann, per segnare “discontinuità con il precedente a.d”.

Tajani, per l’auto credo arriveramo a trovare 1 miliardo

“Credo che arriveremo a trovare circa 1 miliardo per sostenere l’industria dell’auto”. Lo afferma il vicepremier Antonio Tajani, intervistato a Restart su Raitre sul vertice di maggioranza che ieri ha sciolto alcuni nodi della manovra. “Ieri abbiamo deciso una serie di iniziative per sostenere l’industria, sia la riduzione dell’Ires premiale, abbiamo dato un segnale con il cuneo fiscale, tagliato la web tax per le piccole imprese”, ha aggiunto.

Regione: per Stellantis a Melfi piano di “riduzione costi energia”

La Regione Basilicata sta “mettendo in atto una serie di misure per garantire una riduzione dei costi energetici” per lo stabilimento di Melfi (Potenza) di Stellantis, “finalizzata ad aumentarne la competitività”: lo ha reso noto il presidente della Regione, Vito Bardi, che stamani ha avuto un colloquio telefonico con il Ministro del Made in Italy, Adolfo Urso. Temi del colloquoi sono stati “la strategicità del sito produttivo Stellantis di Melfi, le prospettive di rilancio dello stabilimento e lo stato di salute dell’indotto”. Bardi ha ricordato le 90 lettere di licenziamento ricevute da lavoratori dell’indotto e le proteste in atto a Melfi. Nel rilevare che “il gruppo Stellantis sta mettendo a rischio anche i lavoratori dell’indotto di Melfi”, Bardi - in vista dell’incontro in programma oggi al Mimit - ha detto che “il Ministro Urso è impegnato a trovare una soluzione che va nella direzione di tutela dei posti di lavoro”.

Presidio lavoratori Trasnova al Mimit: ritirare licenziamenti

Presidio dei lavoratori Trasnova, azienda dell’indotto Stellantis, provenienti dagli stabilimenti di Mirafiori, Cassino, Pomigliano d’Arco e Melfi, davanti al ministero delle Imprese e del Made in Italy, in occasione del tavolo convocato al Mimit. Manifestano al grido “Lavoro, lavoro, lavoro”. Per loro sono partite 97 lettere di licenziamento. “L’azienda deve ritirare i licenziamenti, abbiamo bisogno di risposte. È inaccettabile che in Italia aspettiamo ancora risposte sulla gigafactory di Termoli mentre apprendiamo oggi dell’accordo di Stellantis per la gigafactory in Spagna. Servono garanzie da parte del governo e dall’azienda per i lavoratori italiani”, dice il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Samuele Lodi. “Cerchiamo di avere speranza e fiducia. Noi vogliamo rientrare a lavorare”, dice un lavoratore di Melfi a cui è arrivata la lettera di licenziamento: “Speriamo di annullare la procedura e di rientrare”.

Accordo con Stellantis dopo riunione Sanchez con ceo di Catl

Il premier spagnolo Pedro Sanchez aveva anticipato ieri novità imminenti sull’accordo negoziato durante un anno con Stellantis dal governo iberico, che ha concesso al gruppo 357,8 milioni di euro in sovvenzioni provenienti dai Progetti strategici per la ripresa (Perte) relativi alle auto elettriche e la decarbonizzazione, e destinati ai tre stabilimenti della casa automobilistica in Spagna, in particolare alla gigafactory di Saragozza. Sanchez, accompagnato dal ministro dell’Industria, Jordi Hereu, ha avuto ieri pomeriggio un incontro al Palazzo della Moncloa con il consigliere delegato di Catl, Robin Zeng, e con il vicepresidente del consiglio di amministrazione, Jian Pan, in cui è stato definito l’investimento che sosterrà la produzione automobilistica spagnola, assicurando un altro grande impianto europeo di produzione di batterie al litio ferro fosfato a Saragozza, dopo quello che il gruppo Volkswagen sta costruendo a Sagunto (Valencia) e quelli che la compagnia cinese Envision prevede di aprire a Navalmoral de la Mata (Caceres), e il gruppo InoBat a Valladolid, in Castiglia y Leon.

Nell’incontro, segnala la Moncloa in una nota, il presidente del governo spagnolo ha ripetuto che la Spagna è impegnata nel processo di descarbonizzazione e nell’elettrificazione del settore auto, al quale ha destinato oltre 5,5 miliardi di euro di fondi europei diretti alla reindustrializzazione del settore. La riunione di lunedì, dopo la recente visita di Pedro Sanchez in Cina, dove ha avuto riunioni con autorità e imprese del paese per rafforzare le relazioni economiche, commerciali ,imprenditoriali e di investimenti. I rappresentanti del gruppo Catl hanno posto in rilievo l’importanza di collaborare in progetti a zero emissioni nette in Spagna per la lotta al cambiamento climatico. Catl fabbrica anche sistemi di stoccaggio energetico, contribuendo alla promozione e allo sviluppo dell’economia circolare. Il governo spagnolo ha approvato di recente l’aggiornamento del Piano nazionale integrato di energia e clima (Pniec) 2021-2023, che prevede di arrivare a 5,5 milioni di auto elettriche e all’81% di elettricità rinnovabile nel 2030.

Montezemolo: industria sta arretrando, serve gioco di squadra

“Sono veramente triste e preoccupato della situazione e di questa lenta e inesorabile deindustrializzazione del Paese che non ha più nemmeno un’azienda elettronica dopo la vendita di Magneti Marelli. Auspico uno sforzo del governo per spingere a un gioco di squadra di tutti gli attori in campo”. A dirlo, intervistato da QN, il presidente di Italo, Luca Cordero di Montezemolo. Che aggiunge: “Bisogna attrarre i produttori stranieri in Italia. È incredibile che Romania, Spagna, Belgio producano più auto di noi”. E Montezemolo sottolinea: “Due anni fa dissi: l’auto italiana non esiste più. Oggi lo vedono tutti. La produzione cala ogni anno”. Di chi è la responsabilità? “Di Stellantis, priva di un vero progetto industriale, e con migliaia di lavoratori che rischiano il posto di lavoro - risponde -. Si è sentito un silenzio assordante da parte del mondo sindacale fino a poche settimane fa e anche da parte della politica in generale e in particolare di chi dovrebbe per definizione difendere i più vulnerabili, con l’unica eccezione di Carlo Calenda e Azione”. E riguardo a Carlos Tavares dice: “L’ho incontrato alla Renault. Un manager molto competente e un po’ dispotico. Ma non è riuscito a invertire la rotta. Mi è sembrato un padre padrone evidentemente supportato dalla proprietà”.

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