Stellantis apre la porta ai costruttori cinesi? Nuove indiscrezioni in attesa del piano industriale
Il 21 maggio si scoprirà quale sarà il futuro di Stellantis sotto la guida di Filosa. Nell’attesa aumentano le voci su nuove collaborazioni o acquisizioni da parte di marchi cinesi.
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Stellantis pronta a vendere marchi a costruttori cinesi e a cedere capacità produttiva in Europa? L’indiscrezione è arrivata da Bloomberg e confermerebbe quanto scritto in passato, sottolineando come il gruppo guidato da Antonio Filosa abbia diversi problemi da risolvere in Europa. Nonostante smentite o no comment arrivate dai diretti interessati, aziende come Xpeng, Xiaomi, Chery, Geely e Byd avrebbero tutte le capacità per acquisire marchi in crisi o impianti dalla grande capacità produttiva ma attualmente scarsamente utilizzati.
In attesa del piano industriale pronto ad essere presentato il prossimo 21 maggio, è chiaro come Stellantis abbia deciso di puntare fortemente sul Nord America, con un investimento di circa 13 miliardi di dollari, per tornare ad essere competitivi in uno dei mercati più redditizi. Mercato dove il Presidente Donald Trump ha ridimensionato gli obblighi sulle emissioni e messo forte limitazioni ai costruttori cinesi, tra cui il divieto di vendita di modelli connessi costruiti in Cina a partire dal 2027, al contrario di quello che sta succedendo in Europa.
Netta divisione che potrebbe portare a una maggiore separazione tra le divisioni statunitense ed europea di Stellantis. Scenario negato da un portavoce del gruppo ma sensato dal punto di vista industriale ed economico. Non è un mistero che la situazione europea per Stellantis sia decisamente complessa, con marchi dalla sopravvivenza fortemente a rischio e con impianti a turni ridotti. Un esempio lampante arriva dallo stabilimento Maserati di Modena, dove ad oggi si costruiscono meno di sette auto al giorno. E proprio Maserati potrebbe essere uno dei marchi a rischio acquisizione da parte di un brand cinese.








