Auto China 2026

Stella Li (Byd): stiamo continuando a crescere e ora puntiamo sul segmento premium anche in Europa

La vicepresidente del colosso cinese specializzato in elettriche ed ibride ribadisce l’impegno sulle tecnologie di frontiera e sull’area premium ad alto margine

di Lello Naso

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Quando le viene chiesto se l’obiettivo di Byd è diventare leader mondiale di vendite, Stella Li, vicepresidente della casa automobilistica cinese, fa professione di modestia. L’ascesa di Byd, soprattutto all’estero e nel segmento delle elettriche, non rende affatto retorica la domanda che le viene posta a Pechino, al Salone dell’auto che sta rendendo sempre più evidente la forza d’urto dei brand cinesi. Nel 2025, Byd ha venduto nel mondo 4,6 milioni di veicoli collocandosi al settimo posto della classifica globale, con una crescita del 7,7% sul 2024. Settima dietro Stellantis, a quota 5,48 milioni di vetture, ma molto lontana da Toyota, leader della classifica con 11,3 milioni di veicoli venduti. Quello che mette Byd in potenziale corsia di sorpasso è il balzo nelle vendite dell’elettrico: prima nel 2025 con 2,2 milioni di auto vendute contro 1,6 milioni di Tesla, storico leader della classifica.

Stella Li si illumina nello sguardo, ma circumnaviga la domanda. «In questo momento», dice, «dobbiamo solo pensare a sviluppare i nostri prodotti su tutti i segmenti e crescere molto nel premium (dunque sul brand Denza, ndr). Questo è il nostro obiettivo più concreto».

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Il resto verrà. In azienda si ritiene Toyota troppo lontana e ancora ben salda nell’ibrido, che sarà la tecnologia di transizione dei prossimi anni. Ma tutto il resto è alla portata, soprattutto con ritmi di crescita del 10% l’anno e le case europee in difficoltà. «Abbiamo ancora molto da imparare dai brand europei», dice Stella Li ragionando sulle potenzialità di Byd. «sul management e sull’organizzazione», continua, «siamo ancora indietro, dobbiamo fare ancora tanto. Dobbiamo però essere umili e guardare ai nostri numeri. Nell’innovazione e nelle tecnologie, invece, soprattutto dell’elettrico, ci sentiamo un passo avanti alle case internazionali».

La sfida principale, con le vendite dell’elettrico che ad aprile nella Ue sono arrivate al 19% del totale, sono le nuove tecnologie, soprattutto per abbattere i tempi di ricarica. «Su questo terreno», dice Stella Li, «ci sentiamo molto avanti. Con la tecnologia Flash charging (da 1.5 MW, ndr) possiamo assicurare tempi di ricarica molto rapidi anche in condizioni climatiche estreme. La ricarica troppo lunga è il principale ostacolo che frena le vendite delle auto a nuova alimentazione. Abbiamo gli strumenti per convincere i consumatori che possiamo superare l’ostacolo e l’elettrico è la scelta migliore».

Mentre Stella Li parla, nel padiglione di Byd è in corso la dimostrazione di Flash charging, il dispositivo ideato, brevettato e prodotto da Byd. Flash charging, che dispone di un accumulatore di energia a supporto, può caricare due auto in contemporanea con potenza fino a mille kw. In cinque minuti la ricarica passa dal 10 al 70% e in nove minuti al 90%. Trentacinque ricariche al giorno, possibili anche a meno 35 gradi di temperatura. Saranno installate 330 colonnine in Europa, di cui 150 in Italia, che possono arrivare a 300 entro il 2027. Byd ha in corso colloqui con i distributori di energia per sinergie e accordi.

L’Europa e l’Asia sono i mercati in cui Byd pensa di crescere. «In Cina c’è una forte competizione interna, ma siamo attrezzati a competere. Stiamo lavorando per diventare più efficienti. Stiamo stagliano i costi della logistica, per esempio. Saremo tra i brand che rimarranno nel lungo periodo».

Su un possibile approdo negli Stati Uniti, Stella Li è netta: «Non penso che ci andremo». La prospettiva è proiettata avanti nel tempo, ma guardando alle cose concrete che vanno fatte. «Non abbiamo politiche di breve periodo», ribadisce Stella Li. «Continueremo a investire nella ricerca e a far crescere i nostri prodotti. Dobbiamo far conoscere di più Denza, un brand esperenziale che ha bisogno di essere comunicato al pubblico».

Potrebbe aiutare l’approdo in Formula Uno. Stella Li conferma di aver incontrato Stefano Domenicali, il capo della società Usa che gestisce il mondiale. «Stiamo valutando. Non c’è niente di deciso, ma la Formula Uno lavora con le tecnologie che utilizziamo noi ed è una palestra per la crescita della ricerca». Secondo i rumors, allo studio ci sarebbero tre ipotesti: fondare un team, fornire i motori oppure sponsorizzare l’intero circus della Formula 1.

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