Stasera Napoli-Bologna a Riad, a gennaio Como-Milan in Australia: l’Odissea di un calcio che ha perso la bussola
In questo turno dimezzato e pre natalizio, a far rumore è la prima vittoria in campionato della Fiorentina che, al Franchi, ne ha fatti 5 all’Udinese
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Scusate l’insolita domanda, ma voi che non leggete ogni giorno “La ”Gazzetta dello Sport “e che probabilmente come tutti siete in affanno per l’arrivo delle feste natalizie, capite che cosa sta succedendo al calcio italiano?
Francamente, in questa maionese impazzita, c’è da farsi venire il mal di testa. Stasera per esempio Napoli e Bologna si affrontano a Riad per la finale della Supercoppa italiana. E va bene, è una roba strana, davanti a un pubblico che va allo stadio come fosse al cinema o alla corsa dei cammelli, ma insomma ormai ci abbiamo fatto il callo. Non è molto coinvolgente, ma pazienza. In fondo il Napoli ha vinto lo scudetto, il Bologna la Coppa Italia perché allora, scandalizzarci? I dollari non fanno schifo a nessuno, e via col tango della globalizzazione che permette qualsiasi stramberia.
Ma in questo week end si è anche giocato la sedicesima giornata di campionato. Cioè non proprio tutta: ne manca un pezzo. Napoli-Parma e Inter-Lecce si disputeranno mercoledì 14 gennaio. Mentre Verona-Bologna e Como-Milan il giorno dopo, giovedì 15 gennaio. Tutto normale? No, perché Como-Milan, che avrebbe dovuto svolgersi in riva al lago lombardo tanto caro a Manzoni e a Clooney, si farà invece a Perth, la capitale dell’Australia occidentale le cui magnifiche spiagge si affacciano sull’Oceano indiano. Un bel cambio di programma tenendo conto che Perth è a circa 14mila km dall’Italia e che in gennaio in quei posti è piena estate. Cioè fa caldo, tanto che il bagno, consigliano gli esperti, conviene farlo con una maglietta addosso per proteggersi dal sole che picchia a martello. Aggiungiamo un dettaglio, abbastanza surreale: che la partita sarà diretta da un arbitro asiatico. Oddio, magari è più bravo dei nostri (ultimamente ci vuol poco), però non è un po’ strano che tutte le patite del nostro campionato siano dirette da arbitri italiani, tranne una, cioè Milan-Como? E i tifosi? Essendo il Milan molto più popolare del Como, la maggior parte dei sostenitori saranno tutti per il Diavolo che, in quel caldo infernale, dovrebbe trovarsi benissimo. Insomma: clima australiano, trasferta di 14 mila chilometri, pubblico in costume e infradito più tutti i disagi che potete immaginare. Ma davvero ha un senso? O è solo per far piacere al presidente della Fifa, Infantino, che per qualche dollaro in più, organizzerebbe la Coppa Intercontinentale perfino su Marte?
Lo sappiamo: a fare queste domande si passa sempre per inguaribili passatisti, rottami del Novecento che non vedono il nuovo che avanza e la scoperta di nuovi mondi calcistici. No, non ci siamo: questo calcio da “O famo strano” ve lo lasciamo volentieri. Per un semplice motivo: che il calcio è un gioco popolare perché appassiona. Se facciamo di tutto per portarlo lontano da chi lo ama, e lo segue da anni per tradizione familiare non facciamo un buon affare.
Certo, l’incasso sarà maggiore. Ma per farne cosa? Per comprare altri giocatori stranieri da saldo invernale? La maggior parte dei quali (mezza difesa del Milan, gli attaccanti della Roma, per fare qualche esempio) sarebbero da rispedire subito al mittente? Non lamentiamoci se poi la nostra Nazionale rischia di non andare per la terza volta consecutiva ai Mondiali. Incrociamo le dita ma se accadesse cambierebbe qualcosa? No, come abbiamo già fatto con Spalletti, verrebbe cacciato Gattuso a furore di popolo e tutto ricomincerebbe come prima.









