Eredità

Startup femminili e idrogeno verde: a Catania il premio Mandarano rilancia l’innovazione

Dalla Proteo alla transizione energetica: Giuseppe Patti trasforma l’eredità di Raffaella Mandarano in un percorso di incubazione per donne under 35

di Nino Amadore

Il rendering dell’impianto che sarà realizzato a Priolo (Siracusa)

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Un premio per imprenditrici, un progetto di idrogeno verde nel cuore della Sicilia petrolchimica, una società tecnologica nata a Catania nel 1986, quando la parola startup non era ancora nel lessico dell’impresa. La terza edizione del Premio “Lympha – Raffaella Mandarano” si può leggere così: non solo un bando, ma un cortocircuito tra passato e futuro.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il premio, dedicato alla manager catanese scomparsa nel gennaio 2024, è rivolto a donne tra i 18 e i 35 anni con progetti ad alto impatto sociale, ambientale e tecnologico. Le candidature resteranno aperte fino al 16 settembre 2026. La consegna è prevista a Catania il 9 ottobre. Alla vincitrice andranno 2 mila euro e un percorso di incubazione di quattro mesi, per un valore di 10 mila euro.

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La storia dietro il premio

Fin qui la cronaca. Poi c’è la storia industriale. Giuseppe Mario Patti, marito di Raffaella Mandarano e fondatore del Premio Lympha per ricordarne la visione, la riassume così: «Il Sud può anticipare».

Patti è ingegnere civile e idraulico, specialista di sistemi di automazione e telecontrollo per reti idriche e gas. Nel 1986 Mandarano fondò Proteo insieme a lui e ad altri giovani laureati. Il campo era l’idroinformatica: idraulica, idrologia e informatica applicate alla gestione dell’acqua. Oggi si parlerebbe di innovazione per le utility. Allora era una scommessa pionieristica.

«Il talento e la tecnologia non hanno bisogno di emigrare per esistere. Hanno bisogno di una rete», dice Patti. È la frase che porta il discorso fuori dalla commemorazione e dentro l’economia reale: competenze, imprese, massa critica.

Nel 2005 arriva Etna Hi-Tech, consorzio nato per aggregare imprese tecnologiche del territorio. L’intuizione: piccole aziende innovative che insieme possono affrontare commesse più grandi e costruire filiere.

Giuseppe Mario Patti

Dall’acqua all’idrogeno

Il passaggio più spiazzante è quello dall’acqua all’idrogeno. Patti è oggi presidente di GreenWaveR, società impegnata nella produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili. Il progetto HFR – Hydrogen From Renewables si sviluppa nel SIN di Augusta-Priolo, cuore della petrolchimica siciliana: un impianto per produrre energia pulita dentro uno dei luoghi simbolo della vecchia industria.

Qui sta il paradosso. L’innovazione catanese prova a entrare nell’economia della decarbonizzazione partendo da un’area che per decenni ha rappresentato la Sicilia del petrolio e della chimica pesante. Il progetto, finanziato con fondi NextGenerationEU nell’ambito del PNRR “Hydrogen Valleys”, prevede un investimento di 20,283 milioni di euro e l’entrata in esercizio entro maggio 2027.

Al centro dell’impianto ci sarà un elettrolizzatore PEM da 3 MW, alimentato da un campo fotovoltaico da 4,5 MWp e da un sistema di accumulo da 6 MWh. La produzione annua stimata è di circa 600 tonnellate di idrogeno. La costruzione sarà affidata con contratti EPC “chiavi in mano”, nel rispetto delle regole PNRR sulla tracciabilità dei flussi finanziari e del principio DNSH.

Ma il punto non è solo tecnico. Dentro uno dei luoghi più controversi dell’industria siciliana prende forma un progetto che prova a portare competenze, impianti e cultura produttiva verso la transizione energetica. Ed è qui che la linea partita dall’acqua, dai dati e dalle utility trova il suo approdo più inatteso.

L’eredità operativa

Il Premio Lympha non è solo un premio alla memoria. È il tentativo di trasformare una biografia imprenditoriale in uno strumento per nuove imprese guidate da donne. «Un’idea senza rete resta un sogno», dice Patti. Ed è qui che il ricordo della moglie diventa operativo: incubazione, accompagnamento, relazioni, accesso a un ecosistema.

Mandarano aveva dedicato una parte importante del suo impegno all’imprenditoria femminile: per dieci anni ha presieduto il Comitato della Camera di Commercio di Catania, è stata vicepresidente di Confindustria Catania e direttrice generale del Consorzio Catania Ricerche.

«Il talento femminile, nell’impresa e nella tecnologia, è la risorsa che il Sud spreca di più», sosteneva Patti ricordando la convinzione della moglie.

Le vincitrici delle precedenti edizioni

Nel 2024 ha vinto Valentina Mancuso con “Neurocognitive Virtual Reality”, software per anticipare la diagnosi del decadimento cognitivo. Nel 2025 il premio è andato a Sarah Kamsu, fondatrice di We Africans United, ecosistema culturale che produce contenuti digitali, eventi, una mappa della diaspora afroitaliana e lo Spazio WAU a Milano.

La domanda è industriale: può un territorio che ha costruito pezzi della propria economia su chimica, energia tradizionale e utility trasformare quelle competenze in nuova impresa? La risposta passa da Proteo, Etna Hi-Tech, GreenWaveR e Premio Lympha. «Proteo, EHT, GreenWaveR, il Premio Lympha: un solo filo», dice Patti.

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