Innovazione

Startup, ecco come Regione Lombardia promuove l’autoimprenditorialità giovanile

Dal 2016 favorita la nascita di 46 aziende. L’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi: «Per aumentare il lavoro, dobbiamo aiutare le aziende»

di Fabrizio Arnhold

GUIDO GUIDESI ASSESSORE SVILUPPO ECONOMICO REGIONE LOMBARDIA

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Incentivare nuove imprese dall’alto potenziale innovativo per promuovere l’autoimprenditorialià giovanile. L’occasione è stata la nuova edizione della StartCup Competition, una sorta di “Champion’s League” per startup, promossa da Regione Lombardia, in collaborazione con MUSA Scarl e Federated Innovation @MIND, finalizzata a rafforzare l’ecosistema lombardo dell’innovazione e generare valore aggiunto anche dal punto di vista occupazionale.

Oltre 230 start up candidate

I premiati sono stati scelti selezionando oltre 230 proposte presentate da startup e spin-off universitari, provenienti da tutto il territorio regionale. I riconoscimenti della StartCup Lombardia, assegnati lo scorso mercoledì 12 novembre, nella giornata conclusiva a Palazzo Lombardia, rafforzano la leadership lombarda nell’ecosistema nazionale dell’innovazione.

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Startup, dal 2016 sono nate 46 aziende

I progetti spaziano tra ICT & Services, Life Sciences & MedTech, Cleantech & Energy e Industrial Technologies, con un focus crescente su digitalizzazione dei processi produttivi, nuovi materiali, gestione efficiente delle risorse idriche e decarbonizzazione industriale. Dal 2016 ad oggi, Regione Lombardia ha favorito la nascita di 46 aziende innovative. Grazie a un contributo di 1,2 milioni di euro, l’impegno della Regione ha consentito alle startup di raccogliere investimenti per 53 milioni di euro e fatturare 5,7 milioni.

Promuovere l’autoimprenditorialità

La sfida è promuovere l’autoimprenditorialità giovanile attraverso una serie di strumenti. «Soprattutto con la cultura di impresa, il nostro è il tentativo di aprirci completamente alle nuove generazioni affinché possano cogliere nel nostro territorio lo spazio della sfida, sia a livello personale sia a livello economico», ha commentato Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia. «Il nostro obiettivo è quello di generare una nuova classe di imprenditori, convinti che possa ottenere gli stessi risultati di sviluppo economico in Lombardia delle precedenti generazioni», ha aggiunto.

Creare valore aggiunto in campo occupazionale

Per i giovani lombardi, lo stipendio è in cima alle priorità, quando si parla di lavoro. Secondo i dati della recente ricerca dell’Istituto Piepoli, sullo stato dell’arte dell’imprenditoria giovanile in Lombardia, su un campione di mille giovani tra i 16 e i 30 anni, il 31% dei ragazzi mette al primo posto la retribuzione. Si tratta, tuttavia, di una condizione necessaria ma non sufficiente nel considerare la scelta professionale. I ragazzi danno grande importanza anche alla qualità dell’ambiente lavorativo, alle prospettive offerte e alle opportunità di crescere come professionista. In questo aspetto, Regione Lombardia può svolgere un ruolo strategico.

Creare sinergia tra aziende e innovazione

«Quando c’è sinergia e collegamento tra le aziende esistenti e l’innovazione, come abbiamo provato a fare attraverso questo concorso, si crea sviluppo, si crea migliore capacità di competizione, rendendo più stabili le aziende nel nostro territorio», ha proseguito Guidesi. Questo vuol dire maggiori investimenti, generando ulteriore possibilità dal punto di vista occupazionale. «C’è solo un modo per favorire il lavoro, ossia aiutare chi lo genera e l’unico generatore dell’occupazione sono le aziende. Se vogliamo aiutare il lavoro, quindi, dobbiamo aiutare le aziende», ha concluso Guidesi.

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