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dal nostro corrispondente Alberto Magnani
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La storia di Startup Geeks, azienda attiva nel settore della formazione imprenditoriale e incubazione di startup, è nata durante il viaggio di nozze dei co-founder, Giulia D’Amato e Alessio Boceda. All’epoca i due vivevano in Germania ed erano in cerca di idee per tornare in Italia. Lo spunto è arrivato dalla lettura del report Desi, l’indice della Ue sulla digitalizzazione degli Stati europei, dove l’Italia figura molto in basso. «Inizialmente avevamo pensato di proporci come digital marketing manager on demand per le Pmi, ma una prima analisi ci ha convinti che sarebbe stato molto difficile penetrare il mercato», racconta Boceda. I due non si sono scoraggiati e hanno aggiustato la rotta, seguendo una passione in comune: il mondo delle startup. «Abbiamo iniziato a intervistare i fondatori di molte nuove aziende e abbiamo capito che c’era un grande bisogno di formazione. Chi ha un’idea imprenditoriale ha bisogno di capire se sia valida ben prima di lasciare il lavoro, costituire una società, preparare il prodotto», aggiunge il co-founder.
Nel 2020, D’Amato e Boceda hanno costituito Startup Geeks come società benefit. Tra il 2021 e il 2024 i ricavi dell’azienda sono cresciuti da 700mila euro circa a più di 2,2 milioni, con un Cagr del 47,7 per cento. L’azienda rientra così nella classifica Leader della crescita 2026 Sole 24 Ore-Statista, alla posizione 108.
Dalla fondazione a oggi, l’azienda ha affiancato circa 1.500 progetti imprenditoriali, aiutando gli aspiranti imprenditori a trovare la propria strada. Di questi, solo il 10% è arrivato effettivamente sul mercato. «È assolutamente normale - afferma - che il divario sia così elevato. Il nostro compito è aiutare i clienti a capire se abbia senso andare avanti con un progetto, o abbandonarlo prima che sia troppo tardi», afferma ancora Boceda. «Quello che conta è la soddisfazione dei partecipanti nel terminare il percorso con Startup Geeks, e che possano andare avanti con un bagaglio di conoscenze che sarà in ogni caso utile ad affrontare il mondo del lavoro». Il giro d’affari è in costante espansione, e il co-founder prevede che il fatturato possa raggiungere i 3 milioni entro fine anno.
La scelta di costituirsi come Sb è legata alla volontà di creare contenuti formativi e divulgativi. «Le tematiche che tocchiamo - spiega - hanno un forte impatto sociale. La formazione imprenditoriale è importante per creare valore, posti di lavoro, prodotti che migliorano la vita». L’azienda mira anche a creare un ambiente di lavoro positivo, completamente da remoto e con un reinvestimento dell’1% dell’utile annuo nella formazione interna per dipendenti e collaboratori.