Residenziale

Stanze per studenti, in un anno affitti in calo del 6,2%

Secondo Immobiliare.it Insights, il quadro non è omogeneo, tra località con valori in aumento e molte, importanti, in calo. Milano resta la più cara (704 euro al mese, ma in flessione del 3,8%). In calo anche Bologna (-7,5 per cento). In salita Roma (+7%) e Firenze (+3,3 per cento)

Una stanza in affitto per studenti

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Calano gli affitti mensili delle case per studenti: -6,2% a livello nazionale. In realtà, sebbene i prezzi delle stanze singole, nella maggior parte delle città universitarie italiane continuino a crescere, rispetto a dodici mesi fa, in molti delle città che ospitano importanti atenei, come quelli registrati a Milano e Bologna, i cali sono evidenti. Una diminuzione che si deve, principalmente, a una flessione della domanda, misurata sia in termini di contatti medi per annuncio (-19,8%) che di contatti complessivi, che arretrano quasi del 22% rispetto a un anno fa, in scia alla tendenza già emersa, seppur in maniera meno marcata, la scorsa estate.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

E’ un quadro complesso, con cali e aumenti a macchia di leopardo, quello che emerge dalla fotografia scattata dall’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte gruppo Immobiliare.it, che, con il nuovo anno accademico ormai alle porte, ha esaminato l’andamento di domanda, offerta e prezzi del mercato delle stanze in affitto nel nostro Paese.

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«I dati sulle stanze confermano un progressivo riequilibrio del comparto dopo anni caratterizzati da una crescita sostenuta, sia sul fronte della domanda che su quello dei prezzi. Si tratta di una tendenza che aveva già iniziato a manifestarsi la scorsa estate, ma che oggi emerge con maggiore chiarezza - ha dichiarato Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it -. In mercati molto maturi come Milano, dove i canoni hanno raggiunto livelli particolarmente elevati, una domanda meno intensa tende naturalmente a tradursi in un ridimensionamento dei prezzi. Ad ogni modo il quadro resta molto eterogeneo: accanto ai grandi centri in cui il mercato si sta stabilizzando, ci sono ancora numerose città che continuano a registrare aumenti significativi dei canoni, a conferma di dinamiche locali molto differenziate».

IL MERCATO DELLE STANZE PER STUDENTI

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I principali focus: Milano e Roma

Milano rimane la città più cara in Italia per affittare una stanza singola, con 704 euro al mese medi, nonostante un calo annuo prossimo al 4 per cento. La pressione della domanda sul singolo annuncio, a differenza di quanto accade in molti altri centri, è in lieve crescita (+1,5%), ma i contatti complessivi, vale a dire l’indicatore più significativo per comprendere il grado di interesse degli utenti, scendono di oltre il 14 per cento.

Roma mostra invece un trend molto diverso: sia la pressione di domanda che i contatti complessivi si contraggono di oltre il 30%, spinti verso il basso da prezzi che continuano a salire in modo significativo (+7% anno su anno). Il canone mensile richiesto per l’affitto di una stanza singola nella Capitale ammonta a 615 euro, il terzo più alto tra le città analizzate, alle spalle solo del capoluogo lombardo e di Firenze (627 euro/mese).

Esaminando i quartieri in assoluto più cari nelle due città, a Milano svetta il Centro, con 823 euro al mese (-2% anno su anno), seguito da Porta Romana-Cadore-Montenero (812 euro al mese, +1,8% anno su anno) e Garibaldi-Moscova-Porta Nuova (807 euro al mese, +2,5% anno su anno). La zona più economica è invece Ponte Lambro-Santa Giulia (571 euro al mese, -1,8% anno su anno).

Anche a Roma il quartiere più costoso per prendere in locazione una singola è il Centro Storico, che in dodici mesi segna un +9,1% e raggiunge i 733 euro al mese. Al secondo posto si colloca Parioli-Flaminio (730 euro al mese, +7,9% anno su anno), mentre al terzo si piazza Corso Francia-Vigna Clara-Fleming-Ponte Milvio (724 euro al mese, +31,4% anno su anno). Cala invece Testaccio-Trastevere (-2,3%, 679 euro al mese), che nel 2025 era l’area romana più cara, mentre la zona più conveniente è Casal Lumbroso-Massimina-Ponte Galeria (447 euro al mese, +0,1%).

Dove i prezzi continuano a crescere

Oltre a Roma, ci sono diverse altre importanti città universitarie in cui i prezzi continuano a salire in maniera rilevante rispetto a dodici mesi fa. Pescara è il caso più eclatante (+28,6%, 388 euro al mese), ma registrano aumenti a due cifre anche Trieste (+16,7%, 369 euro al mese), Palermo (+13,6%, 315 euro al mese), Bari (+12,2%, 426 euro al mese), Genova (+11,9%, 408 euro al mese), Pisa (+10,7%, 364 euro al mese) e Pavia (+10,2%, 400 euro al mese).
Interessante, in particolare, il caso di Genova, che è uno dei mercati più vivaci in assoluto: infatti, nel capoluogo ligure crescono contemporaneamente canone medio, offerta disponibile (+44,5%), pressione di domanda (+12,3%) e contatti totali (+10,4%), segno di un interesse diffuso che riesce a tenere il passo di uno stock in espansione.

La classifica delle città più e meno costose

Detto delle tre città più costose per affittare una stanza singola - Milano, Firenze e Roma - al quarto posto si trova Bologna, che perde due posizioni rispetto a dodici mesi fa a causa di una flessione dei canoni del 7,5% (585 euro al mese). Bergamo guadagna ben sei piazze, passando dall’undicesima alla quinta, grazie a un incremento dei prezzi dell’8,3% (504 euro al mese). Padova è sesta e scende appena sotto i 500 euro/mese (-1,1%), precedendo Torino (479 euro al mese, +0,5%), Brescia (478 euro al mese, -7,9%), Verona (473 euro al mese, +0,1%) e Venezia (456 euro al mese, +0,7%). Trento, che l’anno scorso occupava il quinto posto, scala al dodicesimo in seguito a un decremento dei canoni del 18,3% (444 euro al mese).
Passando ai tre centri più convenienti, non si notano variazioni rispetto allo scorso anno: si tratta di Foggia (259 euro al mese, +4%), Catanzaro (251 euro al mese, +3%) e Chieti (240 euro al mese, +5,2%).

Analizzando, infine, l’offerta, nell’ultimo anno la disponibilità di stanze singole sul mercato, considerando gli annunci pubblicati su Immobiliare.it, è diminuita del 15% circa a livello nazionale, ma alcune città sono in decisa controtendenza. Venezia, per esempio, registra addirittura una crescita a tre cifre (+115,4%), ma lo stock si amplia in maniera significativa anche a Firenze (+95,2%) e Ferrara (+72,7%).
In questi casi, il considerevole incremento dell’offerta conduce a una diminuzione dei contatti sul singolo annuncio (pressione di domanda), poiché gli utenti possono scegliere da un ventaglio più ampio di proposte.

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