Giornata mondiale

Spreco alimentare, come risparmiare in Europa 132 miliardi l’anno

E’ il controvalore delle 58 milioni di tonnellate di cibo (130 chili per abitante) sprecati ogni anno nell’Unione europea secondo i dati Eurostat

 (Adobe Stock)

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Sono diverse le iniziative in Italia in vista della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, in programma il 29 settembre, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 2019. L’obiettivo è naturalmente sensibilizzare i cittadini in modo da ridurre gli sprechi alimentari e, al tempo stesso, tagliare le emissioni legate ai rifiuti alimentari. I numeri parlano chiaro: secondo i dati Eurostat ogni anno nell’Unione europea vengono sprecati oltre 58 milioni di tonnellate di cibo, pari a circa 130 kg per abitante, con un valore economico stimato in 132 miliardi di euro. Più della metà dello spreco alimentare (53%) avviene nelle case dei cittadini, rendendo i consumatori protagonisti sia del problema, sia della sua possibile soluzione. C’è un evidente paradosso: oltre 42 milioni di persone non possono permettersi un pasto di qualità ogni due giorni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il progetto “Take Eat Seriously – Don’t play with food!”

Lo spreco alimentare ha anche un grave impatto sull’ambiente. Anche per questo è nato il progetto “Take Eat Seriously – Don’t play with food!”, promosso da Fondazione Banco Alimentare Ets in partenariato con il Politecnico di Milano, Shair.Tech e Confconsumatori e finanziato dalla Commissione Europea (Health and Digital Executive Agency–HaDEA).

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L’iniziativa coinvolge i cittadini delle aree metropolitane di Milano, Roma e Catania, chiamati ad essere protagonisti del cambiamento delle proprie abitudini, attraverso Follow-App, una piattaforma digitale (disponibile gratuitamente su Google Play o Apple Store), è stato spiegato, «pensata per diventare un’alleata nella gestione domestica degli alimenti, ambito in cui Banco Alimentare non può contribuire direttamente alla riduzione degli sprechi, intervenendo esclusivamente sul recupero delle eccedenze a scopo sociale lungo la filiera agroalimentare». I consumatori possono avere anche un Toolkit antispreco con tanti consigli utili sull’organizzazione della dispensa, la lettura delle scadenze e irresistibili ricette antispreco.

Il cibo sprecato in Italia

Secondo i numeri diffusi dall’azienda Too good to go (sempre su dati Eurostat) ogni anno in Italia si spreca lungo la filiera 8,1 milioni di tonnellate di cibo, equivalenti a oltre 257 kg ogni secondo, circa 15,4 tonnellate al minuto e 925,2 tonnellate ogni ora. Una stima fatta da Too good to go evidenzia che le risorse utilizzate per produrre quel cibo corrispondono a circa 308 piscine olimpioniche di acqua e a 373 campi da calcio di suolo. 

L’azienda ha sviluppato un’app che, è stato spiegato, «dal 2019 a oggi ha contribuito a salvare 37 milioni di pasti dallo spreco in Italia, mettendo in contatto attività commerciali e aziende del settore alimentare con i consumatori e permettendo di dare una seconda vita a prodotti a rischio spreco ancora buoni. Solo nel 2025 sono stati salvati circa 8 milioni di pasti, equivalenti a oltre 15 kg di cibo salvati ogni minuto attraverso l’app».

L’app è stata scaricata al momento da oltre 13 milioni di persone e in Italia sono già oltre 310 i milioni di euro risparmiati dagli utenti, sempre secondo le stime dell’azienda. «Lo spreco alimentare – afferma Mirco Cerisola, country director di Too good to go Italia - è un problema enorme, ma il modo per contrastarlo può partire da qualcosa di molto semplice: riconoscere nuovamente il valore del cibo e fare in modo che quello ancora buono non venga sprecato. I numeri ci mostrano la dimensione della sfida: in Italia, mentre leggiamo queste parole, oltre 257 kg di cibo vengono sprecati ogni secondo. Ma gli stessi numeri ci ricordano anche che ogni scelta può contribuire a cambiare questa dinamica».

Secondo Cerisola «ridurre lo spreco non significa necessariamente fare grandi rivoluzioni: può significare valorizzare un’eccedenza, modificare un’abitudine di consumo o semplicemente scegliere di recuperare un alimento che altrimenti andrebbe sprecato. Perché contrastare un problema così grande può partire anche da un gesto quotidiano: ridare valore al cibo e alle risorse che sono state necessarie per portarlo fino a noi».

Le iniziative

Tra gli altri eventi a Roma ci sarà la cerimonia ufficiale del premio “Vivere a spreco zero 2026”. Il 2026 è un anno particolarmente significativo dal momento che coincide con il decennale della legge 166/2016, la normativa italiana che ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale nella lotta allo spreco alimentare e nella promozione della donazione a fini di solidarietà sociale.

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