Studio Mediobanca

Industria degli sport invernali, Italia sul podio nell’export

Quota dell’11% sulle esportazioni globali, davanti a noi solo Austria e Cina. Settore da 3,2 miliardi di ricavi, leadrship mondiale negli scarponi

di Luca Orlando

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

«Dazi e dollaro non aiutano. Ma ad ogni modo il 2025 per noi si è chiuso con ricavi in crescita».

Non un caso isolato quello di Alberto Zanatta, con il presidente di Tecnica Group a rappresentare una delle punte di diamante di un comparto, quello dell’industria italiana legata agli sport invernali, che preso nel suo complesso brilla nel confronto internazionale.

Loading...

Grazie al distretto di Montebelluna ma non solo. Perché nell’ambito delle attrezzature per gli sport invernali lo storico territorio manifatturiero veneto è infatti solo la punta dell’iceberg di un comparto vasto e vitale, che vede l’Italia sul podio mondiale in termini di export.

Il rapporto dell’Area Studi di Mediobanca dedicato a questo comparto traccia per il nostro paese un quadro confortante: se infatti guardando ai prodotti sportivi in senso lato l’Italia si inserisce al quinto posto globale in termini di export, per le attività invernali siamo in grado di conquistare l’11% delle esportazioni mondiali e il terzo gradino assoluto, solo Austria e Cina riescono a sopravanzarci.

Quota di mercato che migliora ancora in ambiti specifici, come ad esempio negli scarponi da sci, dove l’Italia, proprio grazie al distretto di Montebelluna, detiene la leadership globale: se Tecnica Group è al secondo posto assoluto, con quasi un quarto della quota totale, nella top ten di categoria vi sono altre tre imprese a controllo italiano, tutte posizionate in questo distretto di eccellenza. «In quest’area non ci sono solo gruppi nazionali - spiega Zanatta - perché a posizionarsi qui con ricerca e sviluppo sono anche numerosi colossi esteri. E questo accade per il patrimonio di competenze uniche che si è accumulato. Le Olimpiadi in Italia ora rappresentano una bellissima vetrina, spingendo ancora più in alto l’attenzione verso questo settore».

Tra sci e scarponi, abbigliamento, calzature e attrezzature in senso lato, Mediobanca stima per questo ambito un business mondiale di 13,5 miliardi di euro, con attese di crescita di sei punti nel corso del 2026.

Certamente una nicchia, all’interno di un macro comparto di outdoor e sport mondiale stimato in 385 miliardi, ma comunque in grado di alimentare la crescita di aziende robuste, come accade anche in Italia. Guardando alle realtà produttive nazionali del comparto sport invernali (selezionando aziende con ricavi oltre 19 milioni e oltre 50 dipendenti), si valuta un giro d’affari di 3,2 miliardi di euro al 2024, con l’impiego di oltre 13mila addetti e stime per l’anno appena concluso che ipotizzano una crescita di un paio di punti percentuali.

Industria concentrata nel Nord Est, tra Trentino Alto-Adige e Veneto che insieme valgono quasi il 90% dei ricavi aggregati. Valori sostenuti sia dai produttori di impianti e macchinari per sport invernali (impianti di risalita e innevamento, battipista e macchinari vari) che dal distretto di Asolo-Montebelluna, ormai baricentro mondiale per l’industria dello scarpone da sci. Al vertice per fatturato vi è il gruppo Hti-High Technology Industries, leader mondiale negli impianti di risalita, con ricavi a 1,4 miliardi di euro. Seguono Tecnica Group (517 milioni nel 2024, livello superato lo scorso anno) , Fratelli Campagnolo (abbigliamento e attrezzature da montagna), TechnoAlpin (innevamento artificiale) e Kappa (abbigliamento). Aziende che nelle rispettive produzioni esprimono una chiara forza competitiva internazionale: nella sottocategoria delle attrezzature sciistiche l’export arriva a rappresentare quasi l’80% dei ricavi con punte superiori in più casi, come ad esempio la stessa Tecnica, dove supera il 93%. Sport invernali che rappresentano una spinta rilevante anche per realtà che non hanno qui il proprio core business, come capita alla lombarda Spm, 350 addetti e 40 milioni di ricavi, che oltre a stemmi e loghi per auto (75% dei ricavi), realizza pali per le discese e strumenti di protezione per le piste. «I nostri volumi in questa fase tengono proprio grazie allo sport - spiega il presidente Giovanni Berutti - e anche le prospettive sono positive. Tenendo conto delle gare che già abbiamo vinto per attrezzare i mondiali 2027 in Svizzera e quelli del 2029 in Norvegia».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti

Tutto mercato WEB