Coronavirus, vaccini subito a medici e insegnanti. Speranza: no obbligo, almeno all’inizio
Il ministro della Salute è intervenuto nell’aula del Senato sulle misure per l'emergenza Covid. Tra i temi affrontati, le misure del prossimo dpcm e le linee guida del piano dei vaccini elaborato dal ministero, dal commissario straordinario dell'emergenza, l'Istituto superiore di sanità e l'Aifa
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Un vaccino anti Covid-19 gratuito ma non obbligatorio, almeno all’inizio. La distribuzione avverrà con il coinvolgimento delle forze armate. Ora c'è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una cura di mantenimento. Il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto nell’aula del Senato sulle misure per l'emergenza Covid. Tra i temi affrontati, le misure del prossimo Dpcm e le linee guida del piano dei vaccini elaborato da ministero, commissario straordinario dell'emergenza, Istituto superiore di sanità e Aifa. Il ministro ha ricordato che «ad oggi sono state indicate due date da Ema: 29 dicembre per vaccino Pfizer e 12 gennaio per vaccino Moderna. Da queste aziende avremo 8 milioni di dosi da Pfizer e 1,346 milioni di dosi da Moderna. Cuore della campagna vaccinale secondo le previsioni sarà tra la prossima primavera e l'estate».
Con l'aumento della disponibilità di dosi di vaccino Covid «si inizieranno a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazione tra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali quali anzitutto gli insegnanti e il personale scolastico, le Forze dell'ordine, il personale delle carceri». Ma Il governo deve «assicurare in via prioritaria la protezione vaccinale a tutti gli operatori sanitari e socio sanitari ed educativi, e le persone che versano in condizioni di fragilità». È il primo impegno per l'esecutivo della risoluzione di maggioranza su cui il ministro Speranza ha dato alla Camera parere positivo.
Speranza: disincentivare gli spostamenti durante le feste
Nel suo intervento Speranza ha invitato a non abbassare la guardia, altrimenti «si rischia una terza ondata dei contagi». Le prossime festività di Natale vanno vissute adottando consistenti limitazioni dei movimenti e comportamenti adeguati. Secondo Speranza, «con il prossimo Dpcm dobbiamo continuare con misure chiare e rigorose. Riconfermare il modello della classificazione delle regioni per aree di rischio. Le limitazioni previste dovranno essere rafforzate, anche nel quadro di un coordinamento europeo, indispensabile per le attività che si svolgono ai confini di paesi diversi. Durante le feste natalizie vanno disincentivati gli spostamenti internazionali. Dobbiamo disincentivare gli spostamenti tra regioni il 25, 26 e primo gennaio e limitare anche gli spostamenti tra comuni. Dobbiamo affrontare le feste con massima serietà se non vogliamo nuove chiusure a gennaio».
Ok risoluzione maggioranza su comunicazioni Speranza
Dopo l’intervento in aula a Palazzo Madama, l'aula del Senato ha approvato la risoluzione presentata dalla maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza sulle prossime misure anti Covid e il piano vaccini. Il documento, firmato dai capigruppo di Pd, M5s, Iv e gruppo Misto presenti nella commissione Sanità, in realtà si limita a una presa d'atto delle comunicazioni di Speranza, senza chiedere alcun impegno al governo. Secondo fonti parlamentari, una risoluzione più complessa e centrata sul piano vaccinazione contro il coronavirus era stata depositata ma la presidente del Senato Elisabetta Casellati l'avrebbe respinta in quanto presentata oltre il limite di tempo massimo. In particolare, il testo della risoluzione sarebbe stato firmato dai capigruppo dei vari partiti presenti nella commissione Sanità. Anche l'aula della Camera ha approvato la risoluzione presentata dalle forze di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulle prossime misure anti Covid. Il testo ha avuto 276 voti favorevoli, 219 contrari e 5 astensioni
Ancora settimane di sacrifici e poi cura mantenimento
Nell’intervento in aula di questa mattina il ministro Speranza ha ricordato che la situazione del paese è ancora molto complicata. «Siamo in presenza di una sostenuta circolazione del virus - ha continuato -, che rende molto difficile il contact tracing e può alimentare nuovi consistenti focolai e siamo in presenza di una forte pressione sugli ospedali, sulle terapie intensive e sull'area medica. Per la stabilizzazione dei primi risultati positivi, c'è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una robusta cura di mantenimento».

