World Cup 2026

Spagna‑Arabia Saudita, monologo della Roja: Yamal illumina Atlanta

I campioni d’Europa in carica trovano una vittoria netta e convincente sulla nazionale saudita sconfitta per 4 a 0

di Marco Bellinazzo

Mohammed Abu Alshamat dell'Arabia Saudita, a sinistra, e lo spagnolo Pedri si contendono il pallone durante la partita di calcio del Gruppo H dei Mondiali tra Spagna e Arabia Saudita, disputata ad Atlanta domenica 21 giugno 2026. (AP Photo/Erik S. Lesser) APS

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Ad Atlanta, nel moderno Mercedes‑Benz Stadium, la Spagna trova una vittoria netta e convincente nella seconda giornata del girone H dei Mondiali 2026, travolgendo l’Arabia Saudita con un perentorio 4‑0, chiudendo la pratica già nella prima frazione di gioco.

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La Roja dopo il deludente pareggio nella prima giornata con Capo Verde scende in campo con un atteggiamento aggressivo e verticale, ben lontano dalle difficoltà viste all’esordio. Fin dai primi minuti il pressing alto e il palleggio rapido mettono in grande difficoltà la linea difensiva saudita.

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Al minuto 10’ Lamine Yamal, titolare dal primo minuto, dopo essere subentrato nella ripresa all’esordio, finalizza da pochi passi un’azione costruita sulla destra e rifinita da Oyarzabal, segnando il suo primo gol mondiale, da vero opportunista.

La rete non cambia l’inerzia del match, anzi aumenta il predominio spagnolo. La squadra di De La Fuente alza ulteriormente il ritmo e colpisce in rapida successione: al 21’ ancora Oyarzabal: l’attaccante basco sfrutta una giocata corale e raddoppia.

E appena tre minuti dopo cala la doppietta personale per il temporaneo 3 a 0. In questo frangente Oyarzabal va in gol con una finalizzazione ravvicinata che manda definitivamente in tilt la difesa saudita.

Nel finale di primo tempo la Spagna sfiora anche il quarto gol, colpendo una traversa con lo stesso Oyarzabal su un rinvio errato del portiere saudita.

A inizio secondo tempo De La Fuente richiama in panchina Lamine Yamal e Oyarzabal, ma la musica non cambia: la Spagna continua a gestire ritmi e spazi, pur abbassando leggermente l’intensità.

Al minuto 49’ arriva il 4-0 con un incolpevole autogol di Al‑Tambakti: su calcio d’angolo, una respinta del portiere saudita finisce addosso al difensore che devia nella propria porta.

Dopo il poker, la Roja amministra senza affanni e crea comunque altre occasioni (e in pieno recupero segnando il quinto gol con Ferran Torres, poi annullato per fuorigioco millimetrico), mentre l’Arabia Saudita si limita a contenere e a evitare un passivo più pesante.

La Spagna ha imposto la propria identità con alcuni principi chiave: l’occupazione razionale degli spazi e una manovra fluida; difesa alta e centrocampo a tre molto tecnico con Rodri riferimento centrale; esterni offensivi larghi e aggressivi. Una strategia che ha permesso alla nazionale iberica di schiacciare l’Arabia Saudita nella propria metà campo e di avere oltre il 70% di possesso palla.

Lamine Yamal, al rientro dall’inizio, dopo l’infortunio di aprile, ha fatto impazzire i difensori sausiti lasciando intendere di voler incidere in questo mondiale al pari delle altre stelle. E se salirà di condizione la Spagna potrà certamente dire la sua nella corsa al titolo.

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