I numeri

SpaceX verso Wall Street: IPO da 75 miliardi e valutazione da 1,75 trilioni

Arrivano conferme su quella che potrebbe presto diventare la più grande quotazione in Borsa della storia

di Biagio Simonetta

 REUTERS

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La corsa di SpaceX alla quotazione in Borsa si fa sempre più spedita. E ora i numeri iniziano a essere più definiti, per quella che potrebbe presto diventare la più grande quotazione in Borsa della storia.

La società aerospaziale di Elon Musk punta infatti a raccogliere almeno 75 miliardi di dollari nella sua offerta pubblica iniziale. E dopo i primi incontri con gli investitori, il cosiddetto “testing the waters”, l’azienda avrebbe indicato una valutazione obiettivo di circa 1.750 miliardi di dollari, greenshoe inclusa (cioè inclusa la possibilità data alle banche collocatrici di vendere ulteriori azioni nel caso in cui la domanda superi le aspettative iniziali).

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I numeri, insomma, sembrano confermare quanto uscito già nei giorni scorsi. E mettono in pista un’operazione che segnerebbe un nuovo record per Wall Street. E che rappresenterebbe anche uno spartiacque per il mercato delle IPO tecnologiche, tornato a scaldarsi dopo mesi di cautela.

Il roadshow con i grandi investitori dovrebbe iniziare giovedì 4 giugno, anche se fonti vicine all’operazione sottolineano che dimensioni dell’offerta e valutazione potrebbero ancora cambiare in base all’andamento degli incontri con il mercato.

Ad ogni modo, l’IPO offrirebbe agli investitori pubblici una rara occasione per entrare direttamente nel cuore dell’impero industriale di Musk. SpaceX è ormai diventata la società simbolo delle ambizioni del miliardario di origini sudafricane nel settore spaziale, nelle telecomunicazioni satellitari e anche nell’intelligenza artificiale.La crescita della società è stata trainata soprattutto dal successo dei lanci riutilizzabili Falcon, dai contratti con la NASA e dall’espansione di Starlink, la rete satellitare globale che oggi conta milioni di utenti in tutto il mondo e ha già dato prova di essere determinante in circostanze come quella ucraina. Attorno a questo ecosistema, Musk sta costruendo una strategia sempre più integrata tra infrastrutture spaziali, connettività e AI. Rimane fuori dal “gioco” Tesla, che però di recente ha integrato l’assistente Grok sugli schermi delle vetture.

Secondo Reuters, l’offerta relativa a Space X dovrebbe essere strutturata interamente come “all-primary offering”: tutti i proventi andrebbero quindi direttamente alla società e non agli azionisti esistenti. Una scelta che suggerisce come la società aerospaziale più importante al mondo voglia utilizzare il capitale raccolto per sostenere la prossima fase di espansione, inclusi i programmi legati a Starship e alle future infrastrutture spaziali.

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