I conti

Sotheby’s riparte, ma il nodo debito non è sciolto

Utile e ricavi in crescita nel 2025 trainati dalle aste top, ma flussi di cassa e leva finanziaria continuano a pesare sul profilo della casa d’aste

di Maria Adelaide Marchesoni

«Portrait of Elisabeth Lederer» di Gustav Klimt

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Nel 2025 Sotheby’s è tornata in utile dopo diversi anni in perdita, ma restano i nodi strutturali legati alla sua situazione finanziaria, in particolare l’elevato indebitamento. I risultati — resi noti dal Financial Times — indicano un utile ante imposte di 53 milioni di dollari, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 190 milioni dell’anno precedente, quando le modifiche alla struttura delle commissioni (poi revocate) avevano reso la casa d’aste meno attraente per i venditori.

Asta inaugurale di Sotheby’s dell’8 febbraio 2025 a Diriyah, vicino a Riyadh in Arabia Saudita

A fine 2025 il volume d’affari è cresciuto di circa il 20%, raggiungendo i 7,1 miliardi di dollari. Il core business delle aste ha registrato un aumento dei ricavi del 26%, sfiorando 1 miliardo, mentre i ricavi complessivi si sono attestati a 1,4 miliardi (+21% su base annua).

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Il rimbalzo riflette una moderata ripresa del mercato dell’arte, cresciuto del 4% dopo due anni di contrazione, secondo l’Art Basel & UBS Global Art Market Report. A trainare sono state, soprattutto, le vendite all’asta (+9%), con una domanda concentrata nella fascia alta, sopra i 10 milioni di dollari. Emblematico il risultato ottenuto da Sotheby’s con «Portrait of Elisabeth Lederer» di Gustav Klimt, aggiudicato a New York per 236 milioni di dollari: il secondo prezzo più alto mai raggiunto in asta.

«Portrait of Elisabeth Lederer» di Gustav Klimt, aggiudicato a New York per 236 milioni di dollari

Il nodo del debito e i flussi di cassa

Nonostante il miglioramento operativo, restano le criticità legate al debito e al rifinanziamento di 765 milioni di dollari di obbligazioni in scadenza nel 2027. Dopo l’ingresso del fondo sovrano di Abu Dhabi ADQ, che nel 2024 aveva iniettato 1 miliardo di dollari (in parte destinati al rimborso dei finanziatori), Sotheby’s ha ora optato per una nuova emissione obbligazionaria di 825 milioni di dollari per l’operazione di rifinanziamento con scadenza 2031 per consentire di gestire i prossimi impegni. I titoli, collocati in questi giorni a circa 99 centesimi per dollaro, offrono un rendimento intorno all’8,5%, nella fascia alta delle indicazioni iniziali, secondo indiscrezioni. L’outlook della società è comunque migliorato: Moody’s ha rivisto il giudizio a “positivo”, mentre S&P lo ha portato a “stabile”.

Se il rifinanziamento concede una tregua sul fronte patrimoniale, resta sotto osservazione la gestione dei flussi di cassa. In questo contesto si inserisce la decisione — emersa recentemente — di offrire ai venditori un interesse intorno al 7% per accettare pagamenti dilazionati, nell’ambito dei cosiddetti “termini di regolamento estesi”. Il programma, introdotto nel 2025, consente ai conferenti (in genere sopra i 5 milioni di dollari) di ricevere i proventi in più tranche anziché secondo la tempistica standard.

Le pressioni sulla liquidità emergono anche da una causa legale intentata da Cushman & Wakefield, che accusa Sotheby’s di non aver versato una commissione da 10,2 milioni di dollari legata alla vendita, per 510 milioni, dell’ex sede di York Avenue. La società immobiliare sostiene di aver avuto un ruolo chiave nell’operazione e di avere diritto a una commissione del 2%; Sotheby’s ha respinto le accuse, definendole “prive di fondamento”.

Il primo trimestre 2026

Nei primi tre mesi del 2026 i ricavi si sono collocati tra 289 e 309 milioni di dollari, in forte crescita rispetto ai 206 milioni dello stesso periodo del 2025. Il volume d’affari è stimato in circa 1,45 miliardi, di cui 1 miliardo proveniente dalle aste. A trainare le vendite sono state RM Sotheby’s, specializzata in auto da collezione, l’asta Old Masters di New York di febbraio e le vendite di arte moderna e contemporanea a Hong Kong.
Nelle previsioni fornite da Sotheby’s alle società di rating si legge che il gruppo prevede di migliorare nel 2026 i margini sulle commissioni per effetto dei risparmi sui costi, pur prevedendo un calo dei ricavi dell’1% nel 2026. Il focus strategico di Sotheby’s su categorie a maggiore redditività, unito alle riduzioni di personale già attuate e alle iniziative di ottimizzazione dei costi in corso, supporta la previsione di un aumento dei margini EBITDA rettificati S&P Global Ratings al 30,9% nel 2026 e a circa il 31% negli anni successivi (margini EBITDA rettificati secondo S&P Global Ratings nel 2025 pari al 30,3%, rispetto al 16,6% dell’esercizio precedente).

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