Auto e mobilità aziendale

Sostenibilità, digitalizzazione e flessibilità guideranno la gestione delle flotte

Tra decarbonizzazione, fisco e nuove tecnologie il settore deve ripensare strategie e strumenti

di Alberto De Pasquale

Laura Echino, Presidente di Aiaga (associazione italiana acquirenti e gestori auto aziendali)

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Due temi caldi come portata principale e tanti argomenti spinosi collegati, come contorno. Le flotte aziendali si ritrovano a fare i conti con il percorso per la decarbonizzazione, che la Commissione europea ha più volte sottolineato essere strategico per la diffusione dei veicoli Bev (veicoli completamente elettrici). Ma di mezzo c’è anche il discorso dei fringe benefit, che non manca di far discutere, senza poi dimenticare digitalizzazione e telematica. Per fare il punto Aiaga, la principale associazione italiana dei fleet manager, si è data appuntamento a Milano per l’evento “Accendiamo i motori - Fleet o non fleet, il dilemma della mobilità”, riunendo i protagonisti del settore per parlare di fiscalità, sostenibilità, innovazione e strategie. Un interrogativo shakespeariano che non risulta poi così esagerato, se si considerano le sfide che il settore deve affrontare.

«Nel 2026 la mobilità aziendale evolverà lungo tre direttrici: sostenibilità, digitalizzazione e flessibilità d’uso – spiega Laura Echino, presidente di Aiaga –. Le flotte affronteranno una transizione energetica più concreta, con particolare attenzione al mix di veicoli elettrici, ibridi e termici efficienti. Le scelte saranno basate su dati e analisi operative di missione, infrastrutture e costi complessivi, considerando con particolare attenzione anche l’impatto fiscale, che continua a essere penalizzante per le flotte aziendali». Crescerà l’uso di strumenti digitali integrati per raccogliere e correlare dati di percorrenza, consumo e manutenzione, con l’obiettivo di passare da una gestione amministrativa a una visione più strategica e predittiva.

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«La mobilità come servizio continuerà a evolvere in modo graduale – racconta ancora Echino –. Le soluzioni di car sharing, pooling o abbonamento troveranno spazio in contesti specifici, ma la diffusione su larga scala richiederà ancora tempo. Il 2026 sarà quindi una tappa di consolidamento in un percorso graduale che richiederà investimenti, competenze e realismo».

Intanto il noleggio cresce: soltanto quello a lungo termine rappresenta una flotta di oltre 1,3 milioni di veicoli che percorrono 27 miliardi di chilometri all’anno, in virtù di contratti che stanno diventando sempre più lunghi (l’80% va oltre i 36 mesi). Il discorso fleet si lega naturalmente a quello più ampio del mobility management e delle strategie per rendere più efficienti gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti.

Aumenta quindi l’attenzione sulla “nona ora”, quella dedicata al pendolarismo quotidiano. «Sappiamo che il focus non è tanto sulla logistica, quanto sul tempo delle persone, che generalmente considerano l’ora di commuting il momento meno piacevole dell’intera giornata», dice Paolo Barbato, Ceo di Wiseair, azienda che offre soluzioni dedicate. Ecco allora che emerge l’importanza di aumentare l’efficienza riducendo l’impatto ambientale, come nel caso di Green Mobility Platform, che assiste nella gestione della mobilità dei veicoli, con particolare attenzione alle emissioni di CO2.

La filiera del noleggio a lungo termine coinvolge anche una rete di assistenza di circa 31 mila officine, con oltre 2,3 milioni di interventi su strada e più di tre milioni di operazioni di manutenzione all’anno. Diventa perciò strategica anche la relazione con i gommisti, come segnalato da Federpneus, l’associazione nazionale dei rivenditori specialisti di pneumatici, secondo cui «lavorare con le società di noleggio consente ai nostri soci di ottenere maggiore visibilità, ma genera alcune criticità che si possono affrontare in un tavolo di lavoro dedicato». Resta la preoccupazione per la normativa fiscale, definita «improvvida e dannosa». Secondo Pietro Teofilatto, direttore area fisco ed economia di Aniasa, l’associazione dei noleggiatori, «l’attuale normativa ha causato una proroga dei contratti per la necessità di dover scongiurare un aumento dei costi sui veicoli più inquinanti», mentre sull’ipotesi di imposizione al noleggio di clausole di acquisto di auto elettriche il giudizio è netto: «Assoluto diniego per obblighi slegati dalla domanda».

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