Sostenere il Campiello significa investire nell’anima del Paese
Raffaele Boscaini, nuovo presidente del premio, vuole dimostrare, con i fatti, che la cultura è un pilastro fondamentale dello sviluppo sostenibile
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Appartiene ad una famiglia che produce vini delle Venezie da sette generazioni Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto e nuovo presidente del premio Campiello
È questa la sua prima edizione del Campiello nel ruolo di presidente, che iniziative vorrebbe portare avanti?
Sto affrontando la mia prima edizione del premio come Presidente della fondazione Il Campiello con emozione e grande senso di responsabilità. Il premio Campiello è un’istituzione di enorme prestigio che ha attraversato più di sessant’anni di storia italiana. Un patrimonio culturale del nostro Paese che non ha bisogno di rivoluzioni, ma di essere accompagnato nel futuro.
La mia priorità assoluta è rafforzare ancora di più quel ponte, quel dialogo vitale tra il mondo dell’impresa e quello della cultura, che è il vero Dna del Premio sin dalle sue origini. Continueremo nel progetto di far diventare il Campiello un motore culturale attivo dodici mesi all’anno, attraverso un percorso fatto di iniziative e incontri diffusi sui territori che portino gli autori e le loro storie fuori dai contesti tradizionali, per creare momenti di confronto e di crescita.
Inoltre, metteremo come sempre grande attenzione alle nuove generazioni, potenziando iniziative come il Campiello Giovani e il Campiello Junior, perché investire sui giovani scrittori e lettori significa investire sul futuro del nostro Paese.








