Sostegno in classe, il 27% dei docenti non è specializzato
Gli alunni con bisogni speciali sono il 5% del totale, ma scarseggiano ancora gli insegnanti con una formazione specifica
di Eugenio Bruno e Claudio Tucci (Il Sole 24 Ore), Lena Kyriakidi (EfSyn, Grecia) e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)
5' di lettura
I punti chiave
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Gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane sono circa 360mila; un numero che cresce ogni anno costantemente. Rispetto al totale degli alunni iscritti a scuola siamo intorno al 5 per cento. I docenti di sostegno sono 246mila, oltre 235mila nelle scuole statali e circa 11mila in quelle non statali. Anche loro crescono, ma a una velocità minore, e non sempre sono formati.
A livello nazionale il rapporto alunno-insegnante in Italia è pari a 1,4 (1,7 nelle scuole non statali), migliore di quello previsto dalla legge 244 del 2007, che raccomanda un rapporto di due alunni per ogni docente. Questa è la fotografia generale della disabilità a scuola, scattata dagli ultimi rapporti Mim e Istat.
Le esigenze da compensare
Gli alunni con disabilità sono prevalentemente maschi, 228 ogni 100 femmine. Il problema più diffuso è la disabilità intellettiva, che riguarda il 40% degli studenti con disabilità, quota che cresce nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, attestandosi rispettivamente al 46% e al 52%; seguono i disturbi dello sviluppo psicologico (35% degli studenti), questi ultimi più frequenti nella scuola primaria (39%) e nella scuola dell’infanzia (63%). I disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione riguardano quasi un quinto degli alunni con disabilità.
No alle classi speciali
In Italia, e aggiungiamo per fortuna, non esistono classi speciali o differenziali. Questo significa che gli alunni con disabilità sono integrati a pieno titolo nel gruppo classe, ma affiancati da docenti di sostegno e figure di supporto. Il problema principale è che l’organico docente non riesce a stare al passo con la velocità di crescita delle certificazioni di disabilità. Tant’è che di ministro in ministro si cercano soluzioni temporanee che consentono di tamponare l’emergenza, ma non di risolvere alla radice il problema.
Pochi prof specializzati
Una criticità grave è che quasi un terzo degli insegnanti di sostegno (il 27%) oggi non ha una specializzazione. Questo fenomeno, seppure in diminuzione, è ancora molto frequente nelle regioni del Nord, dove la quota di insegnanti curricolari che svolge attività di sostegno si attesta al 38%, a fronte del 13% nelle scuole del Mezzogiorno. Non solo. Complici i meccanismi farraginosi delle immissioni in ruolo dei professori, c’è spesso ritardo nelle nomine: a un mese dall’inizio delle lezioni circa l’11% dei docenti di sostegno non era ancora stato assegnato.
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