Riattivato un binario sulla linea Av Milano-Bologna. Ritardi oltre le due ore e cancellazioni
La causa sarebbe un guasto alla linea elettrica. Treni fermi nel Lodigiano senza aria condizionata. Circolazione in graduale ripresa
di Marco Morino
3' di lettura
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Un’altra giornata di passione per chi oggi, mercoledì 17 giugno 2026, ha viaggiato in treno lungo una delle direttrici ferroviarie più importanti d’Italia: l’alta velocità Milano-Bologna. Un guasto alla linea elettrica, avvenuto intorno alle 10,20 tra Milano Rogoredo e Piacenza, ha causato la cancellazione di convogli e ritardi fino a due ore. Dalle prime ore della mattinata fino a inzio pomeriggio, numerosi treni Frecciarossa e Italo hanno accumulato ritardi assai consistenti, mentre diversi collegamenti sono stati completamente cancellati. Per limitare i disagi, i convogli sono stati deviati sulla linea convenzionale, ma la ridotta capacità disponibile ha inevitabilmente generato rallentamenti a catena lungo tutta la direttrice nord-sud. Colpiti anche i treni regionali.
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E il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, sarebbe irritato con i vertici di Trenitalia ai quali, secondo quanto si apprende, ha chiesto una relazione approfondita sull’accaduto nonché tempi certi per il ritorno alla normalità. Il ministro avrebbe anche chiesto aggiornamenti continui e verifiche su efficienza e puntualità per il prossimo periodo estivo.
Il guasto elettrico sull’alta velocità Milano-Bologna ha provocato un incendio di sterpaglie lungo i binari. Sul posto sono intervenuti in forza i vigili del fuoco con due autobotti e due moduli antincendio boschivo. Le fiamme sono state contenute e spente ma intanto l’interruzione ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria.
Pesanti le ripercussioni sul nodo di Bologna, con centinaia di passeggeri in attesa di capire gli sviluppi del proprio viaggio. Un Frecciarossa (il 9311 diretto a Torino) ha accumulato 280 minuti di ritardo. Si segnalano ritardi fino a 300 minuti anche nel caso di un treno Italo proveniente da Napoli che sarebbe dovuto arrivare a Milano Centrale alle 10,45 ed è giunto a destinazione poco prima delle 16. Ma anche altri convogli hanno avuto ritardi superiori alle due ore. Trenitalia ha disposto il rimborso integrale dei biglietti.
Il caso Italo merita un capitolo a parte. Il treno è stato fermato alle porte di Lodi, in mezzo alla campagna. Impossibile scendere, aria condizionata spenta, toilette con la porta elettrica bloccate, come gli sportelloni delle carrozze. La capotreno è più che imbarazzata: «Non ho notizie, so solo che stanno cercando di risolvere», dice ai passeggeri. Il personale a un certo punto si rende conto che la situazione sta diventando ingestibile e apre a mano le porte delle toilette («ma lo scarico azionato dal pulsante elettrico ovviamente non funziona, vedete voi»). Ma non basta, qualcuno in un’altra carrozza si sente male: «C’è un medico o un infermiere a bordo?» Torna anche l’aria condizionata ma alle 13,20 il treno è ancora fermo. Il convoglio torna poi indietro per Piacenza (10 minuti di viaggio) per poi spostarsi su un altro binario per raggiungere Milano (un’ora): sono passate 3 ore e un quarto.








