La riforma ha inoltre attribuito un ruolo più incisivo alla valutazione del comportamento. Nella scuola secondaria di primo grado il voto in condotta è espresso in decimi e una valutazione inferiore a sei determina la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale del primo ciclo. Nella scuola secondaria di secondo grado, invece, il sei in comportamento produce specifiche conseguenze sul piano educativo: negli anni intermedi comporta la sospensione del giudizio e l’assegnazione di un elaborato di cittadinanza attiva e solidale, da sviluppare in chiave critica, il cui esito incide sull’ammissione all’anno successivo; nell’ultimo anno di corso, lo stesso elaborato deve essere presentato e discusso durante il colloquio dell’esame di Stato. Una valutazione inferiore a sei comporta, in ogni caso, la non ammissione.
Spagna: la sospensione come ultima risorsa
In Spagna il dibattito disciplinare è stato affrontato privilegiando la continuità educativa rispetto all’allontanamento dello studente. La normativa consente la sospensione temporanea nei casi di comportamenti gravi, ma stabilisce che ogni misura debba avere una finalità educativa e riabilitativa, tenendo conto delle circostanze personali, familiari e sociali dell’alunno. L’obiettivo non è soltanto sanzionare l’infrazione, ma favorire il recupero dello studente e il suo reinserimento nella comunità scolastica.
Per questo motivo, anche durante il periodo di sospensione, il legame con la scuola non viene interrotto. Gli istituti possono continuare ad assegnare compiti, esercitazioni e attività didattiche da svolgere a casa, nella convinzione che l’esclusione temporanea dalle lezioni non debba trasformarsi in un’interruzione del percorso formativo. È una differenza significativa rispetto ai modelli tradizionali di sospensione, che spesso si limitano all’allontanamento fisico dalla scuola.
Negli ultimi anni il governo spagnolo ha concentrato gran parte degli sforzi sulla prevenzione, intervenendo sulle cause che possono sfociare in comportamenti problematici. Le strategie nazionali contro il bullismo e il cyberbullismo, il rafforzamento dei servizi di orientamento e le iniziative dedicate alla salute mentale e al benessere emotivo degli studenti riflettono l’idea che molti episodi disciplinari siano collegati a situazioni di disagio, isolamento o fragilità sociale che richiedono risposte educative prima ancora che punitive.
In questa cornice si inserisce anche il programma PROA+, uno dei principali strumenti utilizzati per contrastare le disuguaglianze educative e sostenere gli studenti più vulnerabili. Pur non essendo rivolto specificamente ai ragazzi sospesi, il programma è stato associato a una riduzione dell’assenteismo e a un miglioramento dei risultati scolastici, diventando uno degli elementi centrali della strategia spagnola per prevenire l’abbandono e l’esclusione educativa.