Usa

Trump show al Congresso: «L’America è tornata». E rilancia su Groenlandia e Canale di Panama

In un discorso record definisce le tariffe una difesa «dell’anima dell’America». Il messaggio conciliante di Zelensky sull’Ucraina è «importante»

di Marco Valsania

Trump al Congresso Usa: "Il sogno americano è tornato più forte che mai"

3' di lettura

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Donald Trump, nel primo discorso davanti alle Camere riunite della sua nuova presidenza, ha difeso a spada tratta le sue politiche più controverse, internazionali e domestiche: ha definito i dazi non solo necessari alla protezione del made in Usa ma «dell’anima degli americani», volti a raddrizzare presunti torti subiti da sempre dal Paese per mano di alleati e rivali. Una posizione che mostra come li consideri uno strumento da brandire in modo aggressivo e permanente, non solo negoziale.

Durante il discorso, durato ben due ore (un record) e interrotto da proteste dei democratici, ha dichiarato di essere «soltanto all’inizio» del suo lavoro e che riporterà in auge il sogno americano. Tanto da far scaturire una nuova età dell’oro, a sua volta «appena cominciata». Ha detto: «L’America è tornata».

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In politica interna, Trump ha rilanciato piani per espulsioni di massa di migranti, definiti una «liberazione dell’America» da criminali e stupratori. E ha rivendicato i drastici tagli alla burocrazia federale per mano del suo stretto collaboratore Elon Musk, affermando che il miliardario di Tesla sta sradicando sprechi e corruzione. In realtà il Doge di Musk ha ritrattato molti degli esempi di sprechi scoperti, rivelatisi falsi, e riforme quali l’eliminazione degli aiuti umanitari di Usaid stanno provocando tragedie in paesi poveri per la cancellazione di programmi vitali.

Trump ha inoltre promesso sgravi fiscali per tutti gli americani e incentivi manifatturieri. Nell’industria della difesa ha vantato la creazione di uno scudo spaziale e di un ufficio di cantieristica navale dentro la Casa Bianca.

Sul fronte sociale, ha rivendicato iniziative ispirate a valori ultra-conservatori, da attacchi ai diritti transgender alla messa al bando di programmi di diversità, equità e inclusione, fino a promuovere legge e ordine nelle città.

La politica estera

In politica estera, Trump ha ribadito mire globali al di là delle guerre economiche: dal desiderio di «riprendere il Canale di Panama» a quello di annettere «in un modo o nell’altro la Groenlandia» per le sue terre rare.

Pronta la reazione del primo ministro dell’isola, Mute Egede: «Non vogliamo essere né americani né danesi, siamo groenlandesi». «Gli americani e il loro leader dovrebbero capirlo» ha aggiunto, per poi ribadire via Facebook: “Non siamo in vendita e semplicemente non vogliamo essere presi”. Parlando alla tv pubblica, il ministro danese della difesa Troels Lund Poulsen ha dichiarato che quanto auspicato dal presidente americano “non avverrà” e ha concordato con Trump solo su un aspetto, cioè sul fatto che saranno i groenlandesi a decidere il loro futuro. Il prossimo 11 marzo sono previste le elezioni legislative in Groenlandia.

Sull’Ucraina Trump si è invece limitato a dichiarare di aver ricevuto un messaggio conciliante da Volodymyr Zelensky che ha definito «importante» e letto in aula: Zelensky si dice è pronto per la pace e a firmare l’accordo sui minerali che ripaghi gli aiuti americani e a lavorare sotto la leadership di Trump. Il leader ucraino aveva già pubblicamente usato simili toni nelle ore precedenti. Trump ha aggiunto di aver parlato con la Russia e con Vladimir Putin e assicurato che anche il leader russo sarebbe disposto alla pace. Non ha però mai definito la Russia l’invasore e ha parlato dell’Ucraina come di un tragico conflitto, lasciando nell’incertezza come intenda procedere. Da settimane ha evidenziato un proprio avvicinamento a Putin rompendo con gli alleati, evidente nell’assalto verbale venerdì scorso alla Casa Bianca allo stesso Zelensky.

L’opposizione democratica ha fatto scattare numerose proteste in aula, sottolineando le divisioni nel Paese. Non ha mai applaudito. Un deputato texano è stato espulso per aver interrotto Trump, in seguito alcuni parlamentari hanno mostrato magliette con la scritta Resist e cartelli che hanno accusato Trump di falsità. Alcuni deputati e senatori hanno lasciato l’aula a metà discorso. La senatrice Elissa Slotkin del Michigan ha offerto la risposta ufficiale del partito: «L’America vuole il cambiamento, ma esiste un modo responsabile e uno irresponsabile», ha detto, ammonendo che le politiche di Trump potranno causare crisi e recessioni.

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