L’intervento

Somalia, la Ue eroga 63 milioni di euro in aiuti umanitari

Bruxelles darà priorità a «servizi sanitari e nutrizionali», ma non sono note le tempistiche

dal nostro corrispondente Alberto Magnani

 Una sfollata in un campo  profughi di Mogadiscio

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Nairobi - L’Unione europea erogherà circa 63 milioni di euro in aiuti umanitari alla Somalia, il Paese del Corno d’Africa incalzato da crisi terroristica, siccità, rialzo dei prezzi e una instabilità internazionale dettata dalle fibrillazioni sul Mar Rosso e nei rapporti con il Golfo.

Bruxelles ha dichiarato in una nota che i suoi finanziamenti daranno priorità ai «servizi sanitari e nutrizionali integrati salvavita, compreso il trattamento della malnutrizione grave e acuta, l’assistenza monetaria di emergenza, l’approvvigionamento idrico, i servizi igienico-sanitari, la protezione e l’istruzione di emergenza».

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Gli aiuti, a quanto si apprende, saranno erogati «attraverso partner umanitari di fiducia dell’Ue che operano sul campo», senza specificare i tempi di erogazione e i dettagli dei partner coinvolti nella distribuzione. L’ultimo pacchetto arrotonda il totale di aiuti umanitari a 750 milioni di euro dal 2017 a oggi.

L’allarme Onu: senza fondi, rischio stop assistenza

L’annuncio Ue arriva mentre il Paese, meno di 20 milioni di abitanti sulla costa più estesa dell’Africa, oscilla fra le speranze di rilancio finanziarie e politiche e vulnerabilità acuite dalla flessione degli aiuti umanitari. Il World Food Program, un’agenzia della Nazioni unite, ha «suonato l’allarme» sul rischio di una paralisi degli aiuti in assenza di nuovi finanziamenti.

Il calo dei finanziamenti, accentuato dalla scure globale sul settore, ha «costretto» l’agenzia a ridurre da 2,2 milioni a 600mila somali la platea di beneficiari dei suoi programmi di assistenza alimentari. Il che «significa che il WFP supporta solo una persona su sette in cerca di assistenza», si legge in un rapporto dell’agenzia, mentre i beneficiari dei programmi di assistenza si sono ridimensionati dai 400mila conteggiati a ottobre 2025 ai 90mila registrati in dicembre. Senza un’iniezione di 95 milioni di dollari fra marzo e giugno, scrive l’agenzia, il Wfp sarà «costretta a sospendere l’assistenza umanitaria in aprile».

Non è chiaro quale possa essere l’impatto immediato della “linea di soccorso” Ue, rispetto alla portata della crisi e alle dimensioni del gap finanziario negli aiuti al Paese. Fonti Onu prospettavano già nella primavera del 2025 almeno 4,6 milioni di somali sotto l’asticella della «insicurezza alimentare acuta», la condizione che scatta quando l’assenza di alimentazione minaccia la sopravvivenza fisica.

Nell’arco di un anno la quota è salita ai 6,5 milioni di cittadini in stato di fame acuta nel marzo del 2026, “grazie” alla combinazione di «siccità prolungata, carenze idriche, insicurezza, conflitto e livelli storicamente bassi di assistenza umanitaria a causa dei tagli agli aiuti umanitari».

*Questo articolo rientra nel progetto europeo di giornalismo collaborativo Pulse ed è stato scritto in collaborazione con Hvg-Eurologos

Riproduzione riservata ©
  • Alberto Magnani

    Alberto MagnaniCorrispondente

    Luogo: Nairobi

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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