Il nuovo libro di Sergio Fabbrini

Solo il «nazionalismo europeo» può contrastare quello americano

di Mario Monti

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Un’opinione pubblica informata e consapevole – ne sono convinto – è una condizione necessaria per avere buone politiche pubbliche. Se i cittadini in generale e le classi dirigenti in particolare hanno una sufficiente comprensione degli obiettivi, degli strumenti e dei vincoli di una certa politica pubblica, le decisioni dei policymaker troveranno terreno più fertile e genereranno con maggiore probabilità i risultati sperati.

Anche sotto questo profilo ho sempre considerato Sergio Fabbrini un intellettuale esemplare. Negli anni egli è diventato il punto di riferimento più continuo e autorevole nel campo delle politiche europee, a livello sia dell’Unione europea sia degli Stati membri, in particolare dell’Italia.

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Le sue analisi e opinioni entrano nelle menti dei lettori “a caldo”, con gli editoriali pubblicati ogni domenica su «Il Sole 24 Ore». Così, rigoroso nel metodo ma senza celare mai i suoi giudizi di valore, Fabbrini commenta gli eventi e i dibattiti dell’avventura europea, e dell’Italia in Europa, mentre si snodano, quando sono ancora “fotogrammi”.

Quei momenti vanno poi a sedimentarsi, nei lettori così come nello stesso autore, in un corpus da esplorare, a cadenza annuale, per estrarne gli elementi più rilevanti e per formulare valutazioni e prospettive di più ampio respiro. Questo avviene, da qualche anno, con un volume che raccoglie e organizza, in una sorta di pensiero consolidato ma in evoluzione, i contributi settimanali.

Questa volta, dopo un anno così incredibile come il 2025 (che peraltro appare quasi… calmo, rispetto a un mese surreale come è stato il gennaio 2026), l’Europa e l’Italia sono un po’ emarginate dal centro della scena. Tanto è vero che in questo libro, Tsunami Trump – Il nazionalismo americano e l’Europa, il nostro continente è riuscito a malapena a entrare nel sottotitolo e il nostro Paese neppure vi compare.

Eppure l’Europa e l’Italia, come del resto le relazioni tra l’Italia e l’Europa, sono protagoniste primarie – ma prevalentemente sul versante passivo, almeno finora – dello tsunami Trump. Sergio Fabbrini lo evidenzia bene nell’introduzione, non a caso intitolata “Trump e noi”.

Il volume è diviso in tre parti. Nella Parte I sono raccolti gli editoriali del 2024, anno di elezioni sia negli Stati Uniti (le presidenziali, in novembre) sia in Europa (per il Parlamento europeo, in giugno). Se in America si assiste al ritorno di Donald Trump, in Europa, già qualche mese prima, vi è un’ascesa della destra nazionalista in quasi tutti gli Stati membri. Nazionalismi vibranti, anche se hanno eliminato o ridotto negli ultimi anni le rivendicazioni più radicali rispetto all’Ue («Fuori dall’euro», «Fuori dall’Ue»).

La Parte II presenta gli editoriali del 2025, impegnati a interpretare la rivoluzione trumpiana e le sue conseguenze. E a individuare i dilemmi di un’Europa lasciata a sé stessa.

Infine, la Parte III è composta dagli editoriali dedicati all’Italia nel 2024 e 2025. L’autore dà atto al governo italiano di essere riuscito ad agire positivamente entro i vincoli economici dell’interdipendenza europea, perseguendo inoltre una posizione coerente di sostegno all’Ucraina. Tuttavia, con l’arrivo di Trump, il contesto è cambiato radicalmente.

A questo riguardo, l’autore osserva: «Seppure convergente ideologicamente con il nazionalismo di Trump, il governo italiano ha dovuto prendere atto che, nel nuovo contesto transatlantico, il suo nazionalismo non era sufficiente per garantire la protezione degli interessi italiani. Solamente il “nazionalismo europeo” avrebbe potuto contrastare il nazionalismo americano. Ma ciò avrebbe richiesto un salto culturale e politico che la premier italiana non era attrezzata, né intenzionata, a fare».

Sergio Fabbrini, per parte sua, è certo ben attrezzato – verrebbe da dire – per far comprendere al lettore la natura del nazionalismo e dei vari nazionalismi in cui esso si articola geopoliticamente. Meno di un anno fa ha infatti pubblicato una trattazione, approfondita ma agile, sui fenomeni nazionalisti e sovranisti: Nazionalismo 2.0 – La sfida sovranista all’Europa integrata (Mondadori, marzo 2025). Un libro complementare al presente volume.

Per districarsi nei tempi che si prospettano, sarà bene tenere sempre a portata di mano questo dittico di Sergio Fabbrini. Una guida competente, lucida ed equilibrata su temi tra i più emotivi e divisivi della nostra epoca.

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