Soldi, visione, approccio zen: così è nato l’impero Geely
I Shufu fonda la società nel 1986: nata come fabbrica di pezzi per frigoriferi, oggi è la più grande azienda automobilistica privata della Cina e l’ottavo gruppo al mondo di vetture elettrificate
di Antonio Larizza
3' di lettura
3' di lettura
Li Shufu è il fondatore di Geely. Quando parla di automobili usa parole come felicità, natura, bellezza. L’approccio zen non deve però ingannare.
Nel 1986, a soli 23 anni, grazie a un prestito del padre, Li fonda l’azienda che lo porterà sul tetto dell’automotive mondiale. In quella Cina rurale - dove si vendevano appena 300 vetture all’anno - l’azienda Geely cresce producendo pezzi per frigoriferi.
La svolta nel 1997. Li ha accumulato abbastanza risorse e inizia a produrre automobili, la sua missione. Nessuno se ne accorge, soprattutto nella vecchia Europa, ma è l’inizio di una inarrestabile scalata. Oggi il gruppo Geely è la più grande azienda automobilistica privata della Cina. Nell’ottobre del 2020 è stato il primo marchio cinese a superare la soglia dei 10 milioni di veicoli venduti.
Li Shufu possiede marchi europei premium come Volvo e Lotus. È socio – al 50% con Mercedes Benz – della società che controlla il marchio Smart. Dimostrando visione di lungo periodo, ha creato una joint venture con Renault per la produzione di motori ibridi e termici.
Con un fatturato di 55,86 miliardi di dollari, nel 2022 il gruppo Geely ha guadagnato la 229esima posizione nella classifica Fortune Global 500. Da quando, nel 2012, è entrato nella classifica, il gruppo cinese non ne è mai più uscito, scalando in 11 anni oltre 200 posizioni. Nel 2022 i marchi del gruppo hanno venduto più di 2,3 milioni di veicoli (+4,7% sul 2021), superando la quota di 2 milioni di veicoli per il quarto anno consecutivo.



