Fonti rinnovabili

Solare ed eolico, la Commissione Ue presenta progetto T-Med con Maghreb e paesi del bacino mediterraneo

L’obiettivo dell’esecutivo comunitario è sempre di ridurre la dipendenza dell’Unione europea dai carburanti fossili, perseguendo la neutralità climatica da qui al 2050

Dal nostro corrispondente Beda Romano

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BRUXELLES – A quasi vent’anni da un primo tentativo, probabilmente prematuro, la Commissione europea ha presentato oggi, martedì 9 giugno, un progetto di collaborazione con i paesi del bacino mediterraneo nel settore delle fonti rinnovabili. L’obiettivo dell’esecutivo comunitario è sempre di ridurre la dipendenza dell’Unione europea dai carburanti fossili, perseguendo la neutralità climatica da qui al 2050. Il progetto T-MED si basa su una collaborazione tra pubblico e privato.

«La regione mediterranea – ha spiegato Dubravka Šuica, la commissaria per il Mediterraneo - possiede un enorme potenziale di fonti rinnovabili ancora inesplorato – 2.300 gigawatt, pari a oltre il doppio dell’attuale capacità dell’Unione europea – con costi dell’energia solare ed eolica inferiori del 30-40% rispetto all’Europa (…) La regione ha il potenziale di diventare uno dei principali centri mondiali per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite».

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Cinque miliardi di euro in garanzie

Nei fatti la Commissione europea ha intenzione di mettere a disposizione cinque miliardi di euro in garanzie, con l’obiettivo di mobilitare fino a 25 miliardi di euro entro la metà del prossimo decennio. Spiega Bruxelles: «Entro il 2035, l’iniziativa dovrebbe contribuire allo sviluppo di 15 gigawatt di nuova capacità nel settore delle energie rinnovabili, sostenere le riforme normative nei paesi partner e contribuire a creare oltre 100mila posti di lavoro nei settori dell’energia pulita».

I tentativi precedenti

Non è la prima volta che in Europa si tenta di sfruttare il Maghreb e i paesi del bacino mediterraneo per produrre energia solare o eolica. Nel primo decennio di questo secolo un gruppo di società tedesche aveva elaborato il progetto Desertec. L’iniziativa riscosse un successo relativo. Oggi qui a Bruxelles c’è la speranza che il nuovo progetto possa dimostrarsi più efficace, contribuendo a ridurre la dipendenza dalle energie fossili.

La novità dell’appoggio pubblico

Funzionari comunitari spiegano che rispetto a Desertec l’iniziativa T-MED gode dell’appoggio pubblico. Inoltre, notano che nel frattempo sono diminuiti i costi di produzione dell’energia eolica e solare; i paesi del Sud hanno compiuto progressi economici e tecnici; e infine c’è un interesse crescente da parte dell’Italia e della Spagna, in prima linea sulle sponde Nord del bacino del Mediterraneo, tenuto conto degli attuali elevati costi economici e ambientali dei carburanti fossili.

Adesioni e progetti entro due mesi

Bruxelles ha deciso di permettere agli attori privati e pubblici di presentare le prime espressioni di interesse da qui al 15 giugno e progetti più concreti da qui al 15 agosto. L’esecutivo comunitario intende presiedere una prima riunione della T-MED Investment Platform entro il prossimo ottobre. Agli occhi di Bruxelles, l’iniziativa - potenzialmente aperta alle politiche nazionali di collaborazione con l’Africa (quali il Piano Mattei in Italia) - dovrebbe anche rafforzare le competenze tecniche dei paesi del Mediterraneo.

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