Sol, l’obiettivo è più ricavi esteri Focus sull’assistenza sanitaria
di Vittorio Carlini
5' di lettura
5' di lettura
Un singolo numero racconta sempre parte della storia. Tuttavia ce ne sono di particolari che permettono di cogliere dinamiche di fondo delle società. Così è per il dato del 64% con riferimento a Sol. Si tratta del fatturato che all’incirca il gruppo genera nel settore dell’health care. Un valore rilevante da cui può desumersi l’importanza del business della salute per la multinazionale tascabile quotata a Piazza Affari.
Per comprendere al meglio l’inedita percentuale è utile ricordare l’oggetto sociale di Sol. La società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, suddivide l’attività in due grandi settori. Il primo è rappresentato dai cosiddetti “Gas tecnici”. Si tratta della produzione e vendita di gas puri e purissimi (oltre ai servizi collegati) per il mondo industriale e sanitario. Inoltre sono ricondotte contabilmente a questa divisione le biotecnologie e l’idroelettrico. Il secondo settore è l’ “Home care”.
Cioè, l’assistenza medicale a domicilio: dall’ossigenazione alla nutrizione artificiale fino alla ventilazione. Ebbene: quest’ultima area a fine del 2018, esercizio in cui ricavi (+10,1%) e utile netto (+28,9%) del gruppo sono saliti, valeva il 51,6% dell’intero giro d’affari di Sol. La percentuale è inferiore a quella indicata prima. Come riconciliare, allora, i due numeri? Si deve sommare al fatturato dell’assistenza domiciliare i ricavi (vendita di gas e servizi) generati nei “Gas tecnici” e riconducibili a strutture sanitarie (ad esempio ospedali). In questo modo viene raggiunto il livello intorno al 64% che segnala, per l’appunto, l’esposizione di Sol all “health care” in senso lato.
Le acquisizioni
Sia ben chiaro: i “Gas tecnici” restano essenziale ed imprescindibili nella strategia di crescita della società. Al di là di ciò è però indubbia l’accelerazione del gruppo su questo fronte. Un focus testimoniato, peraltro, dalle recenti mosse di M&A. Sol ha acquisito 5 realtà: 3 in Brasile e 2 in Germania. Tutte aziende attive nell’assistenza medicale a domicilio. Certo: l’azienda, rispetto allo shopping, sottolinea che non c’è una minore o maggiore attenzione per i “Gas tecnici” o l’ “Home care”. Tutte le opportunità vengono vagliate ed, eventualmente, colte. Ciò detto, tuttavia, l’assistenza a domicilio, a differenza del settore dei gas, è un comparto frammentato con molte piccole-medie realtà indipendenti. Di conseguenza è normale ipotizzare maggiori possibilità di M&A in quest’area.
Già, l’M&A in quest’area. Quali allora le motivazioni alla base di simili mosse? Nei Paesi più evoluti, come la Germania, la finalità è accelerare la crescita oppure acquisire nuove competenze per ampliare la gamma dei servizi offerti. Con riferimento agli emerging invece il target è definire un’iniziale presenza. Il posizionarsi in mercati che, anche per l’incremento del Pil pro capite e dell’invecchiamento della popolazione, offrono importanti potenzialità. Così le recenti mosse in Brasile, seppure la società sia presente da tempo in loco, possono ricondursi alla strategia indicata.










