Lo sport e i suoi valori

Sogni olimpici e paralimpici: insieme si può

Festa con gli atleti Ambassador Allianz e le loro otto medaglie vinte a Parigi - La lezione di Antonio Fantin: «Si cade, si studia l’ostacolo e si capisce come superarlo»

di Maria Luisa Colledani

Da sinistra a destra: Sofia Raffaeli, Giulia Ghiretti, Gianfelice Facchetti, Alice Volpi, Maurizio Devescovi, Antonio Fantin, Giacomo Campora, Giorgia Villa, Thomas Ceccon

3' di lettura

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La Paralimpiade di Parigi è arrivata anche a Milano, alla Torre Allianz. Parigi è stata la manifestazione che il Comitato organizzatore francese ha voluto identica ai Giochi, scegliendo un logo unico, una mascotte unica. Come fosse l’evento gemello dei Cinque cerchi.

Il gruppo assicurativo, che ha un accordo worldwide con il Cio per un miliardo di dollari, ha festeggiato gli atleti olimpici e paralimpici del progetto “Un sogno chiamato Parigi 2024”. Gli azzurri Thomas Ceccon, Antonio Fantin, Giulia Ghiretti, Aziz Abbes Mouhiidine, Sofia Raffaeli, Giorgia Villa e Alice Volpi sono il Team Allianz virtuale, tutti nelle Fiamme Oro, quasi una squadra nella squadra in cui mondo olimpico e paralimpico si fondono e si confondono, corrono per lo stesso obiettivo. Divertirsi con lo sport, competere, vincere. Sogni bambini diventati grandi.

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Dopo i saluti del ceo di Allianz, Giacomo Campora «Allianz è orgigliosa di essere al fianco del grande sport italiano», e del presidente del Coni, Giovanni Malagò con vista anche sui Giochi di Milano-Cortina 2026, ecco gli atleti che hanno dialogato con Gianfelice Facchetti in una grande festa dello sport, prosecuzione ideale dei sette docufilm realizzati prima della manifestazione francese (cercateli e guadateli con figli e nipoti!).

Medaglie al collo, allenamenti da riprendere, nuovi obiettivi, a partire da Thomas Ceccon, oro nei 100 dorso: «La medaglia la lascio a casa, non vorrei che me la rubassero. Dopo la vittoria, ci sono nuovi obiettivi ma - fosse per me - vivrei su un’isola sperduta e farei solo quello che amo: nuotare». E vincere, come fosse programmato per quell’unico scopo.

Alice Volpi, argento nel fioretto a squadre: «E’ stata una gara imprevedibile, le americane erano fortissime e sono fiera del nostro argento. Addosso avevo anche la responsabilità del mio compagno Daniele (Garozzo, ndr.), due medaglie olimpiche nel fioretto e fermato a pochi mesi dai Giochi per un problema al cuore».

Giulia Ghiretti, oro nei 100 rana SB4: «A Parigi c’erano 80 fra amici e parenti, la loro presenza ha reso indimenticabile la mia medaglia. Non sono le medaglie che fanno i percorsi, ma la condivisione».

Aziz Abbes Mouhiidine, con un video messaggio: «Anche chi non ha vinto (è uscito agli ottavi nella categoria 92 kg, ndr.) trova il modo per arrivare sul gradino più alto: ho vinto perché ho capito che ho tanto da dimostrare».

Giorgia Villa, argento nella ginnastica artistica a squadre femminile, 96 anni dopo l’ultimo successo azzurro ai Giochi nel 1928: «Avevo rinunciato a Tokyo per infortunio e a Parigi abbiamo scritto un pezzo di storia con le mie compagne». Quanta strada rispetto al giorno in cui, a 3 anni, la mamma la portò in palestra dicendole: «Sfogati qui, che in casa rompi un po’ tutto».

Antonio Fantin, un oro e un argento alla Paralimpiade di Parigi: «I sogni sono obiettivi con una data di scadenza e siamo obbligati ad affrontare gli ostacoli. Si cade, si studia l’ostacolo e si capisce come superarlo. Vogliamo camminare e gli ostacoli non ci fanno paura».

Sofia Raffaeli, bronzo nell’individuale della ginnastica ritmica: «Sono arrivata a Parigi con tante aspettative dopo anni in cui avevo vinto molto. Venivo anche dal cambio dell’allenatrice, che non è mai un momento facile da superare, ma ce l’ho fatta e ho imparato che dalle fasi difficili nascono cose belle».

Come le otto medaglie (un oro, due argenti e due bronzi ai Giochi; due ori e un argento alla Paralimpiade) che il Team Allianz virtuale ha conquistato, facendo molto meglio di intere Nazioni. È la forza dello sport con vista su Milano-Cortina 2026, manifestazione alla quale Allianz arriverà «sviluppando insieme ai nostri partner – come ha ricordato Maurizio Devescovi, direttore generale di Allianz Spa – iniziative di integrazione e inclusione sociale con la nostra Fondazione Allianz UMANA MENTE, che ha progetti dedicati a persone con disabilità».

I Giochi invernali del 2026 sono dopodomani e chissà che non segnino un altro tassello di un sogno possibile: Giochi olimpici e paralimpici insieme. Parigi ha dimostrato che si può nel nome dello sport, dell’inclusione e di una società più giusta e più equa.

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