Imprese

Società benefit, modello per una economia più forte

A Brindisi la seconda tappa della Competition promossa dal MIMIT

di Flavia Carletti

I vinvitori della tappa di Brindisi della Benefit Competition

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Si è celebrata a Brindisi il 12 marzo la seconda tappa della Benefit Competition, «che rappresenta un passo significativo nell'impegno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per promuovere modelli imprenditoriali orientati all'innovatività, alla sostenibilità e soprattutto alla creazione di beneficio comune», come ha spiegato Azzurra Marchesano del MIMIT, introducendo la giornata. Vincitrice di tappa è stata GenomeUp, Pmi innovativa di Bari che sviluppa soluzioni digitali avanzate per la diagnostica genetica. Sul podio anche BeNewtral, società milanese che sviluppa e commercializza un legante innovativo a basse emissioni come alternativa al cemento tradizionale, e N&B Natural is Better, impresa di Martano, in provincia di Lecce, che sviluppa cosmetici naturali e biologici in maniera sostenibile e responsabile, con alla base l’aloe vera del Salento. Le altre finaliste sono state: Alimentiamoci, Apogeo, Breaders, Capua 1880, Cobalto, Open Building e Planetek Italia.

Modello Benefit positivo anche per il credito

«Il modello Benefit presenta una delle traiettorie più interessanti dell'evoluzione del nostro sistema produttivo», ha continuato Marchesano, sottolineando come questa «evoluzione si ponga anche in coerenza con quello che è lo sviluppo della normativa eurounitaria, che ha introdotto per diverse categorie di imprese obblighi di rendicontazione di sostenibilità e soprattutto ha valorizzato quelli che sono i criteri Esg» che «sono molto importanti anche da un punto di vista della valutazione che delle imprese fa il sistema creditizio». Infatti, si sta andando verso una sempre più forte integrazione «dei modelli di rating creditizio con i criteri Esg», ha sottolineato Marchesano, parlando anche di «modello benefit che va a reinterpretare il ruolo proprio dell'impresa all'interno del sistema economico».

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Tutti i finalisti della Benefit Competition, tappa di Brindisi, con la giuria

Con le società benefit economia più forte

Su questo punto ha insistito anche Francesco Cirillo di Assobenefit, spiegando che - a 10 anni dall’introduzione della normativa per la nascita delle società benefit – oggi, grazie alla crescita di queste imprese, non si può più parlare di «un esperimento teorico» ma siamo di fronte a «un pezzo reale dell’economia italiana». Le imprese benefit in Italia sono più di 5mila, ancora un numero limitato sul totale ma «il cambiamento reale non è nei numeri ma nel modo in cui raccontiamo l’impresa», ha specificato Cirillo, spiegando che questo modello di azienda sta dimostrando che «il valore economico e il valore sociale possono essere progettati insieme». Il raggiungimento di un utile va di pari passo con l’obiettivo di creare benefici per la comunità, le persone, l’ambiente. «Intorno alle società benefit è cresciuta una comunità imprenditoriale, non solo un modello giuridico» ha proseguito Cirillo, indicando che un importante risultato di questi 10 anni è che è cambiato anche l’immaginario delle imprese, il racconto, con bene in mente il fatto che «quando il profitto incontra il beneficio comune, l’economia diventa più forte».

Ad Ancona la prossima tappa della Benefit Competition

La prossima tappa della Benefit Competition, la terza dopo Milano e Brindisi, si terrà ad Ancona il prossimo 26 giugno. Le candidature saranno aperte a partire dal 23 marzo nella sezione dedicata sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Come per i primi due appuntamenti potranno presentare domanda società già costituite come benefit o che intendono abbracciare questo modello di tutto il territorio nazionale. Questo perché la competizione vuole restare aperta a imprese di ogni provenienza geografica anche se, non bisogna dimenticare che «il territorio è molto importante, soprattutto gli enti che sono presenti sul territorio sono importanti, appunto, come il caso virtuoso della Regione Puglia che con azioni di policy, interventi mirati, favoriscono in qualche maniera la creazione di un ecosistema che è fertile per la nascita e per lo sviluppo di questa tipologia di modelli» di impresa, ha spiegato Marchesano.

Cosa ha fatto la Regione Puglia

«Crediamo che la scelta di coniugare il profitto e il benessere collettivo sia vincente. Abbiamo improntato la scrittura dei nostri strumenti di agevolazione delle imprese gestiti con l'FSC e con il FESR a questa scelta», ha sottolineato Giuseppe Pastore, dirigente della Sezione Competitività del Dipartimento Sviluppo Economico Regione Puglia. «Le società benefit della Puglia sono cresciute nel 2025 a un ritmo molto superiore a quello della media nazionale. Abbiamo quindi voluto promuovere e cercare di agevolare ancor di più la realizzazione e la registrazione come società benefit realizzando l'albo regionale, una piattaforma in cui le società possono iscriversi senza troppi adempimenti burocratici e con questo possono anche aspirare a un incremento dell'intensità di agevolazione rispetto poi alle incentivazioni concesse dagli strumenti regionali», ha continuato, spiegando che per promuovere questo modello «occasioni come la giornata di oggi sono senz'altro un volano utile sul territorio. Potenzieremo ancor di più in corso nel corso di quest'anno le azioni di comunicazione, informazione e formazione sul tema, perché moltissime società non sanno di essere società benefit, ma già lo sono perché hanno a cuore gli interessi della collettività e del territorio in cui operano».

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