Dal contributo alle famiglie per le spese per la baby sitter al divieto delle “teorie gender” nelle scuole, passando per l’eliminazione dell’obbligo di esporre la bandiera Ue negli edifici pubblici fino a una stretta sull’uso dei social network da parte dei minori. È la sintesi di alcune delle 39 nuove proposte di legge depositate nelle ultime quattro settimane alla Camera e al Senato. Del gruppo fanno parte, tra le altre, anche un disegno di legge del senatore e virologo Andrea Crisanti sull’esercizio della libera professione medica in regime intramoenia, una proposta di Catia Polidori (Fi) alla Camera per la concessione gratuita della garanzia del Fondo di garanzia per le Pmi alle imprese dotate della certificazione della parità di genere. Nonché un disegno di legge del capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo per potenziare e rivedere il Servizio sanitario nazionale con abbattimento delle liste d’attesa e rafforzamento della medicina territoriale.
Complessivamente i testi approdati in Parlamento dall’avvio della legislatura sono circa 3.100, compresi quelli arrivati dal governo, d’iniziativa popolare, regionale e del Cnel. Le proposte formulate da deputati e senatori hanno superato quota 2.700. Di queste, oltre 1.600 risultano assegnate alle Commissioni competenti per l’esame ma sono di fatto ancora al palo, mentre quelle ancora da assegnare sono 440. All’esame delle Commissioni a Montecitorio e Palazzo Madama ci sono 420 proposte di legge, altre 42 stanno per arrivare in Aula e 5 sono al vaglio dell’Assemblea.
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Viaggia in parallelo in commissione al Senato e alla Camera, una proposta bipartisan pressoché identica per la tutela dei minori nell’utilizzo degli strumenti digitali depositata lo stesso giorno (13 maggio) da Lavinia Mennuni (Fdi) - e cofirmata dalla dem Simona Malpezzi - che l’ha presentata a palazzo Madama e da Marianna Madia che l’ha depositata a Montecitorio. L’obiettivo, come si legge nelle due relazioni introduttive, è «regolamentare l’uso dei social network» e «introdurre un’età minima» per la loro fruizione «come avviene per una serie di attività analogiche quali la guida, l’alcol, il fumo». Il testo prevede che siano le stesse piattaforme che forniscono servizi in Italia a «verificare l’età degli utenti», in base alle indicazioni dell’Agcom. E che «i contratti con i fornitori di servizi della società dell’informazione conclusi da minori di quindici anni sono nulli». Ma non finisce qui. Perché nelle ultime settimane vanno segnalate altre tre proposte di legge in questo settore: una al Senato del leader di Azione Carlo Calenda, che punta alla «tutela dei minori nella fruizione dei servizi di comunicazione elettronica». Un’altra del deputato Filippo Scerra (M5s) che vuole mettere un freno all’utilizzo dei videogiochi da parte degli under 12, evidenziandone i rischi per la salute. E una terza della senatrice Elena Sironi (M5s) che regolamenta i due fenomeni dei “baby influencer” e della condivisione sui social media di contenuti multimediali (foto, audio, video) dei propri figli da parte dei genitori.
Tra i ddl che attendono di essere valutati c’è quello del senatore leghista Claudio Borghi che chiede l’abrogazione dell’obbligo di esporre la bandiera dell’Ue all’esterno degli edifici pubblici, lasciando solo «l’obbligo di esposizione della bandiera nazionale». Nonché il ddl presentato alla Camera da Michela Di Biase (Pd) per la «concessione di un contributo per le spese relative a servizi di baby-sitting o a servizi integrativi per l’infanzia». È in attesa di esame in commissione alla Camera anche il testo della leghista Laura Ravetto che vieta «l’inserimento di obiettivi educativi fondati sulle “teorie del gender” nell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche». E così pure il primo disegno di legge presentato a palazzo Madama per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche (che prevede tra l’altro di investire 300 milioni nei prossimi anni per sostenere start up nel settore), di cui è primo firmatario il dem Lorenzo Basso. Nonché la proposta di «identificazione delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico e di applicazione di microtelecamere alle uniformi», avanzata dal deputato Filiberto Zaratti (Avs). Senza dimenticare il testo della senatrice Mariastella Gelmini (Azione) che modifica l’articolo 77 della Costituzione in materia di decretazione d’urgenza, per frenarne l’abuso.
In questa puntata parliamo dei nuovi mutui fino a 40 anni che possono aumentare la cifra finanziabile per gli under 36; delle nuove regole europee sugli imballaggi e di cosa cambia per imprese e consumatori;...