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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Riportare la produzione di chip negli Stati Uniti. L’obiettivo è quello dichiarato da Donald Trump sin dalla campagna elettorale, che poi lo ha portato per la seconda volta alla Casa Bianca. E muove in questa direzione l’idea della coreana SK Hynix, che non esclude di produrre chip di memoria proprio negli States insieme a Intel. Il gruppo sudcoreano, che insieme a Samsung sta vivendo mesi di grande espansione, ha diffuso una nota che conferma un’indiscrezione trapelata nelle scorse ore. E sebbene l’accordo non sia stato chiuso, le valutazioni sono in corso.
L’operazione sarebbe un po’ questa: SK Hynix potrebbe o rilevare una porzione dello stabilimento che Intel sta costruendo in Ohio, oppure siglare una joint venture sempre con Intel e alcuni grandi operatori del cloud, interessati a garantirsi forniture stabili di memoria. Ad ogni modo, per SK Hynix sarebbe la prima produzione di memorie su suolo americano.
Nella nota ufficiale, l’azienda ha chiarito che nulla è stato definito: «Stiamo esplorando varie opzioni per rafforzare la nostra competitività globale, ma al momento non ci sono piani o accordi specifici definiti», si legge. Mentre Intel non ha commentato l’indiscrezione. Di certo, l’operazione sposerebbe in pieno la posizione del segretario al Commercio, Howard Lutnick, che ha chiesto a SK Hynix e ad altri produttori asiatici di aumentare la produzione di memorie negli Stati Uniti, per contribuire a risolvere la carenza globale.
I mercati hanno reagito con un certo entusiasmo. Il titolo Intel è arrivato a guadagnare il 6,4%, mentre le azioni di SK Hynix quotate negli Stati Uniti sono salite fino al 3,3%.
Da ricordare che il sito dell’Ohio è da anni il simbolo delle difficoltà di Intel. Il progetto risale al 2022, quando l’azienda aveva promesso fino a 100 miliardi di dollari per un grande polo produttivo. Oggi i due impianti previsti non dovrebbero essere completati prima del 2030-2031. Per questo, adesso, affittare spazi o condividere il progetto con un partner permetterebbe al gigante di Santa Clara di dare un senso economico a un investimento rimasto a lungo sospeso, che ha creato non pochi dubbi fra gli analisti.