Sistemi anticollisione per i mezzi pesanti, come funzionano
di Maurizio Caprino
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Probabilmente non si saprà mai perché il conducente dell’autocisterna esplosa l’altro ieri sul raccordo A1-A14 a Bologna non abbia frenato nonostante avesse davanti un ingorgo prevedibile e ben visibile. Ma forse, se il suo camion avesse avuto di serie un sistema anticollisione, l’incidente o quantomeno lo scoppio si sarebbero potuti evitare. Per questo ieri il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha ipotizzato incentivi per installare sistemi analoghi sui mezzi già circolanti che trasportano merci pericolose. Giuridicamente si potrebbe ipotizzare un’operazione analoga a quella in corso sui dispositivi antiabbandono dei bambini.
Toninelli ha detto ieri al Senato che questi mezzi sono più di 35mila. Ha aggiunto che gli incentivi potrebbero riguardare «dispositivi anticollisione, frenata automatica, controllo predittivo della velocità». Ce ne sarebbe bisogno perché solo i camion più recenti li hanno.
Di serie solo da tre anni
A novembre 2015, in base al Regolamento (CE) 661/2009, per gli autocarri di prima immatricolazione con massa complessiva superiore a 8 tonnellate, sospensioni pneumatiche e due o tre assi è entrato in vigore l’obbligo di Aebs (dispositivo avanzato di frenata di emergenza e Ldw (sistema di avviso di deviazione dalla corsia). L’obbligo è esteso da quest’anno a tutti gli autocarri che pesano più di 3,5 tonnellate.
Considerato che in Italia l’età media dei veicoli di portata maggiore o uguale alle 16 tonnellate è di 11,3 anni e che col trend attuale saranno necessari 11 anni per rinnovare il parco, si può pensare di adottare sistemi retrofit che rilevano ostacoli davanti al veicolo, allertando il conducente in caso di collisione imminente (circa due secondi prima) e di uscita dalla corsia di marcia. Anche se sono meno sofisticati e hanno prestazioni inferiori a quelli dei sistemi di serie.
Per promuoverne la diffusione, il Governo potrebbe introdurre un obbligo analogo a quello in discussione al Parlamento sui dispositivi antiabbandono dei bambini abbinati ai seggiolini.


